|   Indice Italiano   |   Indice Russo  |  chi siamo   |  avvisi   |    la posta  |  didattica   |   temi   |  immagini  |    links    |    art club    |

 

INDEX

 


 




 

.

 


         
IL CIELO IN KAZAKHSTAN
 

 

 

Il cielo in Kazakhstan è difficile da descrivere tanto è splendido; noi Italiani abbiamo qualcosa di simile soltanto in alta montagna oppure in mezzo al mare. Questo orizzonte sgombro di rilievi, dove il sole, la luna e tutti gli astri transitano senza ostacoli, in Italia non ha l’uguale. Inoltre in Kazakhstan manca quasi del tutto lo smog (da noi è così comune!) ed il cielo è terso, vividi sono i colori e visibili nei loro dettagli sono le nuvole, anche quelle lontanissime. Ogni alba, ogni tramonto, se il cielo non è coperto interamente di nubi che nascondono del tutto gli astri, è un trionfo di tutte le tonalità di rossi, gialli, azzurri, grigi e nero. Il nero, specialmente: il cielodi notte è un manto purissimo picchiettato qua e là di stelle ed anche la luna ha i bordi netti, la falce affilata.

L’assenza di ostacoli naturali fa sì che anche il vento possa soffiare a suo piacere, portando con sè le nuvole e talvolta anche delle tempeste improvvise, come questa che descrissi in una lettera ad un amico inviata a giugno del 2000, durante il mio secondo turno di lavoro in Kazakhstan:“E’ domenica sera e sono appena arrivato in camera mia. Fuori dalla finestra c’è uno spettacolo difficile da descrivere: l’ormai consueto tramonto multicolore impreziosisce l’orizzonte ma, esattamente sopra di me, si sta scatenando un temporale davvero notevole: lampi e tuoni a tutto spiano, tra poco verrà giù il finimondo………!! Ecco, adesso sta venendo giù dal cielo tutto il possibile e fuori ovunque è bianco di grandine. Mentre i tuoni squassano l’aria, la corrente è andata via e un buio assurdo, rotto soltanto dal chiarore dello schermo del portatile alimentato a batteria, ha invaso la stanza. Ma ad ovest, in lontananza, vedo benissimo il cielo ancora tutto rosso porpora e il disco del sole che si avvia quietamente verso l’orizzonte”

Ricordo molto bene lo stupore incantato con il quale seguii l’evoluzione della tempesta e ricordo altrettanto bene di aver considerato che spettacoli simili ti ripagano in parte una vita dura e lontana da casa.

 

Marco Tasselli