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LA TELEMATICA NELLA SCUOLA
 

Leggendo un articolo sul  periodico dell’Istituto Pedagogico di Bolzano, dal titolo “L’apprendimeno collaborativo in rete”, ho scoperto molti aspetti positivi sull’uso della telematica nella scuola e quali e quanti significati diversi essa può assumere nei vari momenti didattici in cui viene utilizzata da insegnanti preparati dal “Progetto Procopius”, che è un progetto biennale di aggiornamento dei docenti sulla formazione in rete, con un metodo misto: con incontri in presenza e con lavoro a distanza.

I giovani,in genere, sono molto interessati a usare la telematica, in particolare: internet, chat, posta elettronica; sono curiosi di conoscere altri mondi, altri ragazzi e le loro abitudini. Questo costituisce una motivazione all’uso della telematica nei diversi momenti della didattica. E’ un punto di partenza positivo che va sfruttato per un lavoro di gruppo perché gli studenti si abituino alla cooperazione, dandosi suggerimenti o scambiandosi conoscenze acquisite in precedenza: strategie che vengono finalizzate alla progettazione curricolare, alle conduzioni di attività didattiche comuni. Non solo questo, la telematica ha la capacità di concretizzare nuove forme di collaborazione nell’insegnamento/apprendimento: fra gli insegnanti che progettano insieme un piano di attività didattiche comuni, prima fra di loro e poi con l’aiuto di esperti, con i quali vengono a creare uno scambio di conoscenze,  di informazioni, di aggiornamento reciproco. Gli esperti, a loro volta, collaborano con allievi e insegnanti insieme per apportare novità e suggerimenti al lavoro scolastico o per amalgamare o legare le diverse componenti che intervengono in una progettazione. La cooperazione fra insegnanti e studenti è solitamente attivata dall’esterno, quando essi sono chiamati a svolgere un compito proposto da qualcuno che non si trova in aula. In questo senso la telematica può creare le condizioni di un rapporto diverso tra insegnante e studente: l’insegnante è visto come risorsa intellettuale del gruppo e non più solo come figura autoritaria. Con la telematica, la scuola diventerebbe una fucina con un grande fermento di attività didattiche , in modo che l’allievo possa  diventare responsabile dei propri pensieri e azioni, oltre che collaborativo, permettendogli di sviluppare le capacità di apprendimento e di essere protagonista del suo sapere. 

Maria Luisa Sotgiu