|
Qualche anno fa un giornalista giapponese scrisse sul Corriere che Venezia è molto più bella e interessante se c'è un amico
veneziano che ti accompagna per la città. Io ho avuto questa fortuna e, insieme a una coppia di amici ho potuto vedere angoli stupendi della Venezia che non è conosciuta dal turismo di massa perché fuori dai grandi itinerari obbligati. La maggior parte dei turisti non
è solita avventurarsi oltre Piazza San Marco e Riva degli Schiavoni, senza immaginare che bastano pochi minuti per calarsi nella genuina realtà veneziana.
Naturalmente se si vuole visitare bene la città e scoprire i suoi segreti, bisogna camminare molto, quindi è consigliabile munirsi di un paio di scarpe comode. Con i miei amici, ho scoperto una Venezia carica di
bellezza, di scorci che lasciano a bocca aperta, come la scala a chiocciola del Palazzo Contarini del Bovolo, che ho visto comparire all'improvviso in una calletta, nelle vicinanze di Campo Manin: più che una costruzione sembrava una trina. E' stato interessante anche
andare per chiese minori, dove ho potuto ammirare in santa pace i capolavori del Bellini, del Guardi, del Tintoretto, del Piazzetta e altri, non meno importanti, pittori veneziani. Proseguendo il giro, ho scoperto il "verde" di Venezia; ho sempre pensato che in questa
città ci fosse solo tanta acqua invece, curiosando dai portoni, ho scoperto magnifici giardini, ricolmi di fiori e piante esotiche che ornano i palazzotti adiacenti. Osservando le finestre e i balconi, sono rimasta incantata nel vedere quanto verde e quanti fiori ci
sono a Venezia. Piccoli balconi in ferro battuto e terrazze che sembrano fioriere, finestre trasformate in serre: cascate di nasturzi, cespugli di pelargonii, margheritine disposti su alzate di legno; petunie e rose di tutti i colori, tralci rampicanti di edera e di
glicine, insieme, che formano pergolati e s'intrecciano alle colonnine delle bifore e delle trifore come monili. Provateci: l'andar per "verde" a Venezia è un'esperienza da fare, forse troverete anche altre piante e altri fiori di quelli che vi ho descritto.
Proseguendo tra calli, campielli e "sottoporteghi" siamo arrivati sopra uno dei ponticelli del Rio della Madonna dell'Orto; lì sono rimasta piacevolmente sorpresa per lo spettacolo che mi si è presentato davanti: un rettangolo di mare, di un azzurro intenso, increspato
da piccole onde, in mezzo a case di tanti colori: la Sacca della Misericordia. Alzando gli occhi potevo scorgere, proprio di fronte, le isole di S. Michele e di Murano e un continuo incrociarsi di barche, motoscafi, vaporetti. In quell'angolo ho sentito maggiormente
l'essenza di Venezia, sicuramente di più che in Piazza S. Marco.
Cordiali saluti
Maria Luisa Sotgiu
|