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Scuola nella steppa
Ci siamo anche noi, caro Beppe,
tu parli sempre degli Italians negli Stati Uniti, in Brasile, in Inghilterra. Ci siamo anche noi e vorremmo un piccolo posticino nella tua rubrica. Siamo un gruppo di tecnici italiani che lavorano ad Aksai, una sperduta cittadina in mezzo alla sconfinata steppa
kazaka. Eppure, abbiamo fondato una scuola di italiano che, salvo smentite, è la maggiore in Asia centrale. Siamo volontari, non rilasciamo nessun diploma, non abbiamo mai insegnato prima d'ora, ma con orgoglio ti possiamo dire che abbiamo ben 60 studenti, per non
parlare della lista d'attesa che è di oltre 140 persone. Qui la lingua italiana è di moda (anche per la nostra simpatia e spontaneità) e abbiamo tanta voglia di farci conoscere da altri Italians come noi. Perché non ci dai una mano pubblicando questa lettera e
l'indirizzo del nostro sito web? www.aksaicultura.com.
Ciao.
P.S. Se un giorno tu decidessi di venirci a trovare, faccelo sapere, potremmo trovare il modo di ospitarti. Comunque dovresti procurarti un bel cappottone. Ad Aksai in inverno si arriva a 40 gradi sotto zero.
Gianluca Chiarenza, postmaster@aksaicultura.com
Salve Gianluca. Certo che pubblichiamo: complimenti per la vostra iniziativa - un Istituto Informale di Cultura Italiana! - e un saluto agli studenti della steppa. Usano la rubrica, o non avete il coraggio di sottoporgli discussioni sul
voto agli immigrati, il crocefisso nelle scuole e gli schiaffi a Massimo Giletti? In quanto all'invito, perché no? Ho già conosciuto il grande freddo (Lapponia, Yakuzia, Canada, Napoli senza riscaldamento), ma un bel gelo stile Asia centrale mi manca. Posso
aspettare ancora un po', però? In questo momento sono a Salvador de Bahia, è una bellissima giornata d'estate (cielo azzurro sulle case verdi del Pelorinho), e al solo pensiero del cappottone sudo.
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