|

"Facia
da baloss, altezza sul vu e nuanta, o giň da lě, scarp cun la soeula da
cararmŕa, man da murnče, ul caretin pien da saracch e da pesitt, merluzz
dapertutt", ecco in poche righe la descrizione “du l’omm di saracch" da noi
soprannominato "Carnera”.
Quando c' era bel tempo faceva la spola tra Saronno, Gerenzano, Rovello,
Cislago etc. spingendo il suo carrettino a mano che emanava un odorino
attraente. E infatti non c'era corte dove non si fermasse.
Uomini e donne lo circondavano e comperavano.
Avvolgeva i pesci nella famosa carta da macellaio (quella gialla, dura e
grezza tanto per intenderci), li pesava su una piccola "stadera” di ottone e
faceva sparire con sveltezza il denaro nel cassetto.
Non era raro vedere un contadino scambiare un
pollo con una scatola di "saracch". Un contadino con molti figli non poteva
far nulla con un pollo ma con una scatola di "saracch" poteva dare il
“secondo" per un mese ai propri figli. Adesso vien da ridere pensando che
allora si accontentavano di avere come secondo "una michetta e un saracch" e
cosi via per 20-30 giorni, ma allora era pur sempre meglio un “secondo
povero" a niente.
Ora anche questo mestiere č scomparso e con
lui anche chi lo esercitava. A noi č rimasto il ricordo e soprattutto due
particolari: "la facia da baloss" e le scarpe con la suola alta tre dita.
|