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Riscoprire le vecchie botteghe
In questo periodo in cui si parla tanto di commercianti disonesti e saldi truffaldini, volevo far luce sul panorama commerciale in cui stiamo vivendo. Sono un ragazzo di 28 anni, commerciante da
tre generazioni e lavoro nella classica bottega sotto casa fortunatamente di mia proprietà. Mio padre mi ha insegnato il mestiere, il contatto con la gente i pregi e i difetti dei clienti. Da me la cultura dello sconto non è mai passata di moda, il cambio della merce e
i problemi quotidiani non si risolvono con burocrazia, ma con il sorriso sulle labbra. Ho visto però negli ultimi anni il fiorire smisurato dei centri commerciali, vere e proprie fabbriche di prezzi per lo più composte da grandi catene in «franchising» che stanno a
poco a poco schiacciando noi e le botteghe come le mie. Ormai le politiche di vendita aggressive che questi complessi attuano sono diventate perverse con aperture incontrollate e falsi saldi, prezzi superconcorrenziali e qualità della merce sempre più bassa. Io sono a
favore delle associazioni di consumatori che lamentano il rincaro della vita, ma a volte sento fare affermazioni a dir poco esagerate rivendicando sempre più diritti e mai accennando al fatto che noi piccoli commercianti stiamo pagando il prezzo della concorrenza
sleale adottata dalle multinazionali del commercio. Non è meglio allora fare un passo indietro e rivalutare la professionalità e l'etica del commerciante di una volta basato sulla fiducia reciproca tra cliente e venditore?
Fabio Quartini, quark75@libero.it
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