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(5.03.04) Saronno è la città più densamente abitata della provincia con 3.411 abitanti per Kmq, la metà rispetto a Milano (7.000), uguale a Bollate e Novate. Sono i dati Istat sul
censimento effettuato nel 2000. Ma, secondo il sindaco della città, Pierluigi Gilli, il dato è da leggere con molta attenzione e non in senso allarmistico, in quanto la città di Saronno insiste su un'area piuttosto piccola ci circa 10,5 kmq, mentre molti altri paesi
hanno diverse aree verdi libere.
«Se il Comune di Saronno avesse la superficie che ha avuto sino al 1948, quando comprendeva anche gli attuali Comuni di Gerenzano, Uboldo ed Origgio, la densità scenderebbe del 50% e più, poiché questi tre Comuni autonomi hanno un territorio vasto - spiega il primo
cittadino -. Il dato, quindi, va interpretato in chiave più comprensoriale; in tal modo, si vedrebbe che, come accade ovunque, la densità è maggiore al centro, ove sono situati tutti i servizi ed i nodi del trasporto».
Leggendo il dato in maniera più amplia, come hanno fatto i responsabili del sito www.gerenzanoforum.it che hanno considerato tutto il Saronnese (Saronno, Gerenzano, Uboldo,
Origgio, Caronno Pertusella, Turate, Rovello e Rescaldina), si può vedere come la popolazione totale sia di quasi 109 mila abitanti. In rapporto con il territorio si ottiene così un dato di circa 1.300 abitanti per Kmq, più vicino alla media della provincia di
Varese.
«Non mi pare, quindi, che ci sia da meravigliarsi - prosegue Gilli -; da Milano sino a Como, Varese, Pavia, Bergamo e Novara siamo in un'unica, enorme conurbazione, con molti problemi, è vero, ma con anche servizi ed opportunità sconosciuti ad ogni altra regione non
solo italiana, ma forse europea, e con una qualità della vita ovviamente diversa da quella delle zone rurali o montane».
Anche su come si sia sviluppata la città negli ultimi anni, Gilli tiene a precisare che «la popolazione di Saronno, negli ultimi 20 anni, ha raggiunto i 38.000 abitanti negli anni '80, per scendere ed attestarsi sui
37.000 attuali; il patrimonio edilizio è cambiato, sia per dare spazio ad altri servizi del terziario - aumentati notevolmente (si pensi solo alle scuole medie superiori) -, sia per le sempre maggiori esigenze di qualità e di quantità abitativa dei cittadini, alla
costante ricerca di alloggi più ampi e confortevoli, rispetto alle abitudini di vita post rurali dominanti sino agli '60». |