Basta
ampliamenti dei centri commerciali a Saronno
(Esselunga)
Il previsto
ampliamento del supermercato Esselunga di Saronno, si inserisce in
un'ottica perversa di continue concessioni per la grande distribuzione.
In questo senso, un simile progetto è quanto di più dannoso per il
tessuto commerciale, viabilistico ed urbano della zona.
Il nodo “uscita autostradale di Saronno – La Rotonda – Esselunga” è il
più caotico del sud varesotto.
Convogliare ulteriori
veicoli in un incrocio così congestionato è quanto di più deleterio si
possa fare (è come dare ad un ubriaco, dopo che ha già bevuto sei
bicchieri di vino, anche il settimo!)
E’ strano che nel saronnese (facente parte di una delle provincie più
ricche d’Europa) non si abbiano risorse per sistemare definitivamente la
viabilità in un simile incrocio.
Forse si vogliono far passare altre soluzioni seguendo la logica
del tanto peggio - tanto meglio.
Sulle strade della
nostra provincia si stanno facendo molte rotatorie con bei giardini ma
senza costruirvi intorno centri commerciali.
Qui da noi, invece,
per le soluzioni viabilistiche bisogna comunque, chissà perchè, aprire o
ampliare centri commerciali.
Il sistema di rotonde
che era previsto sul progetto ARIES 2000, ci sembra ancora valido ma non
bisogna caricarlo con ulteriori incrementi di traffico.
Un territorio con
indici commerciali di gran lunga superiori rispetto ad altre zone, non
aiuta al mantenimento dell'equilibrio del tessuto sociale.
Bene fanno quindi gli
amministratori di Uboldo e del saronnese a preoccuparsi per le scelte
poco lungimiranti del comune di Saronno.
Bene fanno i commercianti locali ad esprimere preoccupazione per il
continuo destabilizzarsi del sistema commercio e per i rischi di
chiusura dei loro esercizi.
Amministrazioni come Uboldo che investono per rendere più gradevoli i
centri cittadini e favorire il piccolo commercio, devono invece subire
lo strapotere di
attrazione di questi grandi centri commerciali.
Saremmo grati
all’Amministrazione di Saronno se riuscisse ad ottenere in Provincia o
in Regione risorse per le nostre comunità (che pagano le tasse quanto i
cittadini di Saronno) che a buon diritto reclamano per risolvere i
problemi (che non sono sciocchezze!) del nostro territorio, piuttosto
che affidarsi ai "regali" o ai "punti fedeltà" di qualche nuovo centro
commerciale!
Il nodo centrale
della questione si articola su queste tre domande, sulle quali chiediamo
a tutti di riflettere:
1) E’ giusto favorire
ancora un modello economico distorto come quello della concentrazione in
grandi centri commerciali?
2) E’ corretto
continuare in una politica che porta e porterà come conseguenza la
chiusura di molte piccole attività e negozi a Saronno e in tutto il
circondario?
3) E’ giusto
scaricare sulla salute della gente gli inevitabili problemi di
inquinamento?
E’ chiaro che a
queste domande la risposta non può essere che un no, ma bisogna che a
Saronno si rifletta anche sul fatto che:
1) una simile
politica favorisce le grandi speculazioni di imprese esterne e danneggia
gravemente le piccole e più qualificate attività dei negozi, gestiti
nella gran parte dei casi, da titolari residenti.
Queste piccole
attività vanno difese.
2) E’ indispensabile
fermarsi a riflettere sul fatto che oggi per il nostro territorio
servono misure di sobrietà, atte cioè a tutelare l’esistente piuttosto
che ad espandere fino al collasso un tessuto urbano già caratterizzato
da un’eccessivo consumo di territorio e da una massiccia
cementificazione.
ECO '90 Uboldo
(26 Dicembre 2006)
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