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GerenzanoForum
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Gerenzano (VA)


E-mail:
postmaster @gerenzanoforum.it

 


Gerenzanoforum ha ricevuto questo contributo di Lorenzo Turconi sul problema della TANGENZIALINA di Gerenzano che pubblichiamo con piacere per stimolare un dibattito tra la gente di Gerenzano sull'opportunita' di costruire questa strada.
Vi invito a mandare i vostri commenti a postmaster@gerenzanoforum.it

P.A. Gianni

 

TANGENZIALINA, NO GRAZIE!

Il Fontanile di San Giacomo è finalmente diventato Parco Sovracomunale e questo è un passo importante perché significa che è diventato un’area verde protetta e tutelata.

Ora però occorre porsi una domanda, può un parco sovracomunale delle caratteristiche specifiche del Fontanile essere compatibile con l’attraversamento di una strada ad alta frequentazione?

Chi conosce il nostro territorio, la realtà locale e le dimensioni del fontanile, credo che arriverebbe alla stessa risposta: No!

Capisco in parte i motivi che porterebbero alla creazione di questa strada, ma non ne condivido il tratto finale che attraverserebbe l’area del parco e per giustificare questa mia opinione, illustro le seguenti considerazioni:

 

 1)  Inquinamento diretto con polveri e altre sostanze (aria, suolo e acqua)

In tempi in cui siamo costretti a bloccare il traffico per cercare di abbassare dei limiti di polveri sottili ormai fuori controllo, sarebbe opportuno aumentare le aree verdi o comunque non costruire nuove strade a danno di aree verdi esistenti (fonte Corriere della Sera: nel corso del 2005 le giornate con valori superiori alla soglia massima, sono state 150!!). Di anno in anno, la situazione sembra peggiorare e non va ignorato il fatto che, per quanto si dica, il traffico veicolare è comunque in parte responsabile di queste polveri.

Tempo fa, leggevo anche un interessante articolo sull’inquinamento dei suoli e delle acque nei pressi di strade ad alta frequentazione. I terreni adiacenti accumulano un maggior numero d’elementi tossici, è pur vero che oggi si usano carburanti in parte diversi (soprattutto con  meno piombo) ma resta il fatto che la presenza di una strada  comunque comporta una determinata percentuale d’inquinamento nel suolo e nelle acque ad essa adiacenti.

 

2)   Inquinamento indiretto per abbandono e accumulo di rifiuti

 Andando oltre a quello che è l’impatto diretto, non si può ignorare la componente indiretta. Invito tutti ad osservare con maggiore attenzione i bordi delle maggiori strade nel nostro territorio, basta guardare i bordi di via per Uboldo, o le due vie principali che portano a Rescaldina. Ebbene, per buona parte dell’anno sono delle vere e proprie discariche.

Questo inquinamento indiretto è in parte:
voluto
à ovvero costituito da materiale volutamente abbandonato e gettato sul bordo della strada (calcinacci, rifiuti generici, mobili, elettrodomestici e sanitari completi!) ma anche gettato dal finestrino (pacchetti di sigarette, bottiglie, mozziconi, stracci e fazzoletti di carta)
casuale
à
ovvero tutto quel materiale che viene perso dalle autovetture o dai camion spesso perché mal affrancato o caricato: generalmente è costituito da materiale d’imballaggio (polistirolo, materie plastiche, cartoni…c’è un po’ di tutto).

Anche questo è inquinamento! Se consideriamo poi che nelle giornate ventose buona parte di questo materiale può percorrere centinaia di metri, non si deve sottovalutare il problema.

Già ora, senza strade effettivamente percorribili all’interno del fontanile, purtroppo non mancano gli abbandoni di rifiuti!!

La foto illustra gli ultimi rifiuti abbandonati il 31 Dicembre 2005, ma basta andare ai bordi della “nuova” zona industriale per trovare di tutto. Quando ci sarà una strada quanti rifiuti troveremo?

 

 

 3) Ulteriore frammentazione e diminuzione dell’area verde

Oggi il fontanile di San Giacomo è costituito da un’area verde di dimensioni veramente ridotte, stretta nella morsa di un’autostrada, una ferrovia, una strada, una zona industriale che si è già ampliata e una zona che invece ha visto un ampio sviluppo edilizio ad uso abitativo. Costruire una nuova strada al suo interno significa frammentare e diminuire ulteriormente un corridoio verde già di per sé piuttosto esiguo e questo comprometterebbe la valenza naturalistica ed ecologica dell’area.

La mappa in allegato dimostra la diminuzione effettiva del territorio, avvenuta in particolare negli ultimi dieci anni, con l’impatto che avrebbe la realizzazione di una strada.

 

 

Tratto Rosso: percorso della futura tangenzialina e territorio sottratto.

Tratto Arancio: sviluppo della zona industriale con creazione nuova strada (si vede chiaramente nella mappa). In precedenza la zona era occupata da superfici coltivate o prati più meno stabili.

Tratto Azzurro: espansione edilizia con costituzione di nuove zone ad uso abitativo (la foto non è recente)

Tratto Giallo: zona che sarà ovviamente destinata alla nuova corsia dell’autostrada MI-CO

Tratto Bianco tra A e B: non essendo certo del percorso finale della tangenzialina, non ricordo se tagliava direttamente in questo punto (estremamente dannosa per la frammentazione che il parco subirebbe, mi auguro nel peggiore dei mali di NO) oppure seguisse il tracciato rosso.

 

Breve relazione faunistica:

Negli ultimi due anni ho compiuto svariate osservazioni sull’andamento “faunistico” del fontanile, parlando in particolare di avifauna (uccelli sia di passaggio che nidificanti), il fontanile conta circa 50 specie! Non male per pochi ettari di area verde inseriti in un contesto molto urbanizzato. Nel corso del 2005 inoltre, l’area ha visto la sola sosta o comunque il passaggio di specie, magari comuni in altre aree boschive di maggiori dimensioni, ma decisamente interessanti e poco comuni per la superficie del fontanile quali beccaccia, sparviere, falco pellegrino, allocco, frosone. Risultano presenti ormai da due anni con costanza le seguenti specie molto interessanti:

- rapaci: sparviere, poiana, gheppio, lodolaio, falco pellegrino, civetta, allocco

- altre: airone cenerino, picchio verde, ghiandaia.

È ormai chiaro che il fontanile riveste una funzione di oasi, accogliendo spesso specie di passaggio nei loro movimenti territoriali o migratori. Non è escluso pertanto che altre specie possano un giorno tornare, come ad ex il Martin Pescatore, presente nei primi anni 90.

La zona della marcita e il filare di ontani (che in parte verrebbe tagliato con la strada) sono la zona di riposo e nidificazione preferita da molte delle specie citate sopra.

Dividendo e diminuendo l’area con una strada si corre il grosso pericolo di annullare questa importante funzione di oasi del fontanile. Nella stesura di una valutazione d’impatto ambientale andrebbe considerata con particolare attenzione questa realtà locale, che è anche alla base della creazione di un parco naturale.

 

     4)    Aumento del disturbo antropico (da parte dell’uomo) 

Se è pur vero che molte specie di animali si abituano alle auto, molte altre purtroppo ne subiscono le conseguenze. Incidenti a parte (ricci, roditori, serpenti, uccelli e insetti) aumenterebbe il disturbo provocato dalla presenza umana, cosa che potrebbe indurre molte specie (soprattutto uccelli) a non frequentare o nidificare più nella zona del fontanile.

Tutto questo senza dimenticarsi del disturbo arrecato dai lavori di costruzione della strada, soprattutto se eseguiti nella stagione primaverile-estiva (periodo tipico di riproduzione di molte specie animali e quindi ASSOLUTAMENTE DA EVITARE). Ruspe, camion e operai avrebbero un impatto devastante in questo senso.

 

5)      Probabile abbattimento di parte del filare di ontani

Gli ontani nella zona della marcita sono uno dei punti più importanti e suggestivi dell’intero fontanile, l’ultima parte di questo piccolo filare, in particolare, è la sede di nidificazione di molte specie di uccelli (picchio verde, picchio rosso maggiore, gheppio, civetta, storno) e mammiferi (ghiro). Distruggendo questo habitat o anche pensare di ricrearlo con nuove piantumazioni successive potrebbe, come detto sopra, indurre le stesse ad abbandonare la zona.

Considerazioni finali:

Invito tutti ad una riflessione….Preferireste passeggiare in un sentiero delimitato da una bella siepe o un filare di alberi tra prati e campi coltivati….. Oppure una strada ad alta frequentazione con continui passaggi di camion e autoveicoli, magari anche dotata di pista ciclabile

ma tra una siepe e un camion io preferisco la prima, per lo meno non inquina e posso respirare meglio!

In pratica perché al posto della tangenzialina non creare solo un percorso verde, non asfaltato, sistemandolo con delle siepi e lasciando lo spazio al passaggio dei soli mezzi agricoli?

In fondo il Fontanile non è diventato un Parco Sovracomunale?

Lorenzo Turconi                                     16 Gennaio 2006
 


             
Alcune foto dell'avanzamento delle costruzioni che stanno soffocando l'area della Fontanella

 

Gerenzano:17 Feb 2006 Commento all'articolo:TANGENZIALINA, NO GRAZIE!

 

Tutto bello e interessante quando non si è coinvolti in prima persona,chi ha scritto questo articolo forse non immagina cosa significa abitare lungo vie di Gerenzano altamente trafficate da automobili e camion, dove abito io in estate nelle ore di punta non riesco a sentire la televisione,senza parlare poi dei gas di scarico.......

Se questa variante può servire a togliere traffico nelle vie dei paesi ....ben venga....


Sergio

 

Commento di Gerenzanoforum: Purtroppo il traffico e' collassato, come quando le vene scoppiano per il troppo sangue.

La tangenzialina non serve a niente perche' portera' ancora piu' traffico. Per due o tre anni sembrera' utile, ma quando arriveranno a Gerenzano altre 1500 - 2000 persone nella zona Deangeli NIVEA, la tangenzialina sara' una strada intasata come tutte le altre...e saremo da capo.

L'unica soluzione secondo me e' limitare il traffico ed incentivare e proteggere chi va a piedi ed in bicicletta e prima lo si fa, meglio e’.
P.A. Gianni

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