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Processionaria?
No, Tignola o Ragna
I nostri
boschi sono invasi
Nei nostri boschi, da Cislago al
Lazzaretto di Gerenzano, molti arbusti ed alberi sono intrappolati da
costruzioni setose piene di bruchi giallastri con dei puntini neri. Non
sono un esperto di parassiti delle piante, ma questi bruchi potrebbero
essere le "processionarie", insetti molto pericolosi per i nostri boschi
e per gli incauti che li toccano.
Vi riporto una breve scheda sulla
"Processionaria", con la speranza che le strutture competenti
(Forestale, Assessorati all'ecologia di Cislago e Gerenzano, Guardie
Ecologiche?) vedendo queste foto scattate domenica 7 Maggio 2006
lungo la strada per andare dalla cava di Gerenzano verso il maneggio
della Massina ci tranquillizzino con un comunicato pubblico.
P.A. Gianni (7 Maggio 2006)
8 Maggio 2006
Mi sono arrivate diverse segnalazioni del
fenomeno e tutte concordano nel dire che non si tratta di
"processionaria" ma bensi' di Tignola o Ragna (Yponomeuta Cagnatellus)
che causa vistose defogliazioni delle Celastraceae (Cappel del
prete).
Le larve di questi microlepidotteri vivono
in modo gregario all'interno di tele sericee che avvolgono interamente
le piante colpite.
Le farfalle hanno ali anteriori bianche
con piccoli punti neri. Subito dopo l'uscita dal bozzolo cercano le
piante adatte per la nutrizione della progenie, si accoppiano e
depositano le uova. Dopo tre, quattro settimane fuoriescono i bruchi che
svernano protetti dal guscio vicino alle gemme delle piante ospiti.
Nella primavera successiva , inizio Maggio, i giovani bruchi abbandonano
i gusci, formano nidi sericei e si nutrono di foglie. Le piante colpite
vengono completamente defogliate. La larva matura assume colore giallo
chiaro con punteggiature scure e la testa di color nero.
Non sono ricoperte di peli urticanti e non
rappresentano un pericolo ne' per l'uomo ne' per gli animali.
Pullulazioni su scala regionale possono
avvenire anche ogni due anni. Dato che la distruzione di foglie avviene
nella prima meta' del ciclo vegetativo, le piante colpite emettono nuove
foglie gia' nel corso dell'estate. Nella maggior parte dei casi, quindi
non si registrano dei danni economici. Sono un fenomeno innocuo che non
giustifica provvedimenti di lotta.
Con l'aumento delle popolazioni larvali e
la diminuzione del nutrimento le larve non riescono a sopravvivere ed il
fenomeno si riduce notevolmente.
Dunque un falso allarme, per fortuna. Mi
fa piacere notare la prontezza delle risposte dai nostri amici (ringrazio
Maurizio Borghi del WWF e Lorenzo Turconi) che dimostrano, una volta in
piu' che la circolazione delle idee e delle notizie tramite internet e'
spettacolare e molto costruttiva.
P.A. Gianni |