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UNA
GIORNATA PARTICOLARE
Ufficio postale di Uboldo, 14 Marzo 2006.
E' da una settimana che gli stranieri
senza permesso di lavoro sono in fibrillazione. Oggi, 14 Marzo 2006, si consegnano le
domande di lavoro, una corsa contro il tempo perche' solo i
primi ce la potranno fare.
Da giorni, con SMS e telefonate in russo, spagnolo,
cingalese e cinese, le varie comunita' straniere si sono organizzate per questo importante evento.
Semplici fogli di quaderno con i nomi in
sequenza ben custoditi dal primo straniero che ha avuto l'idea sono
diventati le liste d'attesa, e guai ai furbi. Alle 11
di sera del 13 Marzo a Uboldo c'erano 32 stranieri in lista d'attesa, a Turate
29, a Lurago Marinone 13, a Saronno 119, a Caronno Pertusella circa 80,
e ognuno di loro con cinque buste da consegnare. A mezzanotte cinque ragazze
rannicchiate dentro coperte di lana per proteggersi dal freddo aspettavano davanti alla porta della posta
di Lurago,
chiaccheravano tra di loro determinate a non mollare. A Turate
un gruppo di Albanesi
si dava il turno e controllava continuamente la lista d'attesa. Ad Uboldo gli uomini
hanno passato la notte in fila, a Saronno tanta gente ha dormito in auto
nel parcheggio della posta. Mi ha colpito la padronanza della
lingua italiana di questi stranieri. Quasi tutti parlavano un italiano
molto fluente, con vocaboli semplici ma efficaci... meglio di tanti nostri
ragazzi.
La mattina presto del 14 marzo , ad Uboldo gli
uomini sono andati a lavorare e le donne li hanno sostituiti in coda. A
meta' mattina una coppia di anziani uboldesi e' arrivata con panini al
prosciutto e formaggio: quelli col formaggio per i musulmani, quelli con i
salumi per gli altri. Una sensibilita' squisita. Un altro uomo ha portato acqua, bibite, caffe',
alla faccia di chi vuol farci credere che gli Italiani
sono razzisti.
Con l'avvicinarsi dell'ora fatidica l'attesa diventa sempre piu'
spasmodica. Alle due del pomeriggio
un dipendente delle
poste ha chiesto la lista e ha incominciato a fare l'appello mettendo in
fila la gente, per la quasi totalita' stanieri. Ha preteso che ognuno
avesse i soldi contati in mano per
fare prima agli sportelli, proprio come al "pit stop" di una gara di
formula 1. I carabinieri e la polizia
locale guardavano, parlottavano fra di loro e non dicevano niente,
anzi aiutavano ad ordinare il flusso della gente.
Ore 14.30, e' iniziata la gara: a due a due sono
stati ammessi agli sportelli, dopo
mezz'ora gli impiegati avevano gia' accettato piu' di 150 domande. Dopo
un'ora e mezza la gara e' finita.
All'uscita gli stanieri saltavano dalla gioia, come
se avessero gia' il permesso in tasca, scherzavano fra di loro, una
festa, poi via in fretta al lavoro. Ora e' iniziata l'attesa,
forse fra sei, sette mesi potranno ritornare a casa dopo anni di
clandestinita'. Non e' di queste persone che dobbiamo aver paura
ma di chi non ha fatto la fila.
P.A. Gianni

Saronno
Uboldo
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