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Un’analisi del voto delle regionali 2010 a Gerenzano
Proviamo innanzitutto
a confrontare il comportamento dei gerenzanesi alle urne in
occasione delle regionali del 28-29 marzo con quello delle
europee di soli nove mesi prima. Ecco i dati:

Il dato eclatante, qui
come in tutto il resto d’Italia, è quello relativo al fortissimo
astensionismo; e il fatto è tanto più significativo in quanto
tradizionalmente le Europee sono elezioni poco sentite, capaci
di portare meno elettori ai seggi, mentre le Regionali
interessano e coinvolgono i cittadini quasi quanto le Politiche.
In termini di voti
assoluti hanno perso consenso tutti i partiti: il Pdl,
presentato dai media come uno dei vincitori della tornata
elettorale, pur godendo del traino di Formigoni, ha perso a
Gerenzano ben 357 voti, il 21 percento di quelli avuti in dote
lo scorso anno (e sul suolo nazionale il calo del partito di
Berlusconi è stato addirittura del 26 percento!). La coalizione
di centrodestra regge comunque grazie alla Lega, che
sostanzialmente conserva tutti i suoi voti, e così aumenta le in
maniera considerevole le proprie percentuali e il proprio peso
politico. Come altrove anche a Gerenzano, nonostante qualche
affanno a livello amministrativo e lo scivolone dell’articolo
xenofobo dell’assessore Borghi, il consenso del partito di Bossi
sembra non soffrire scalfitture.
Il Pd vede a sua volta
vaporizzarsi ben 130 voti, solo in parte assorbiti dal Movimento
a Cinque Stelle di Beppe Grillo (97 voti), dai Pensionati (102
voti, ma di sicuro drenati anche dallo schieramento di
centrodestra, sebbene per le Regionali i Pensionati sostenessero
Penati), e forse anche dai Verdi (40 voti), assenti nel 2009,
che probabilmente hanno intercettato in prevalenza consensi
persi per strada da Rifondazione e da Sinistra e Libertà.
Buona la tenuta
dell’Idv di Antonio Di Pietro (solo 32 voti in meno),
considerando che forte era il pericolo che il partito fosse
penalizzato dall’ingresso nell’agone politico di Beppe Grillo,
rispetto al quale Di Pietro ha sempre mostrato una certa
prossimità.
Una vera disfatta,
infine, è quella subita a Gerenzano dall’Udc, che perdendo 122
voti ha visto volare via quasi il 40 percento dei consensi
raccolti nel 2009; la “strategia dei due forni” di Casini, con
tutta evidenza, non ha convinto i gerenzanesi.
Chiudo con una
considerazione: il manifestarsi di una propensione
all’astensionismo così cospicua è un fenomeno che nessuno può
permettersi di sottovalutare, nemmeno la Lega, che per ora ne è
stata solo sfiorata. Se si tiene conto che il non voto ha
riguardato il 35 percento degli aventi diritto, e che più della
metà degli astenuti ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, si
capisce come il possibile successo delle singole formazioni
politiche nelle prossime tornate elettorali (comprese le
amministrative del 2012 a Gerenzano) passa per la capacità di
attirare nella propria orbita una quantità di giovani
ideologicamente disorientati o diffidenti nei confronti di tutto
ciò che concerne la gestione della cosa pubblica.
Stefano Gianni
Ecco i risultati delle elezioni regionali 2010 a Gerenzano
(preferenze):
Liste regionali (candidati
al ruolo di governatore)
Formigoni (Per la
Lombardia) 60,6 percento
Penati (Penati
Presidente) 28,77
Pezzotta (Udc) 5,77
Crimi (Beppe Grillo)
2,77
Agnoletto (Rifondazione)
1,55
Invernizzi (Forza
Nuova) 0,70
Liste provinciali (voti
ai singoli partiti)
Lega Nord 1391 voti
(32,25 percento)
Pdl 1337 (30,99)
Pd 795 (18,43)
Idv 268 (6,21)
Udc 188 (4,35)
Pensionati 102 (2,36)
Beppe Grillo 97 (2,24)
Rifondazione 55 (1,27)
Verdi 40 (0,92)
Sinistra e Libertà 40
(0,92)
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