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INTERVENTI URBANISTICI 2005

La lettera di Pier Angelo mi da lo spunto per dire la mia sugli interventi urbanistici dell'amministrazione comunale. Come al solito si parla di grandi progetti per risolvere gli annosi problemi del traffico in centro, dei nuovi servizi per i gerenzanesi e delle piste ciclabili.

Trovo che si tenda a valutare i problemi in modo un po' troppo superficiale senza un minimo di programmazione; tutto è risolvibile (per l'amministrazione) con nuove opere e ciò che già esiste non può in alcun modo essere riutilizzato. La politica del "fare ad ogni costo" per far vedere che non si sta con le mani in mano è risultata molto spesso dannosa ed il fatto di non valutare in alcun modo alternative che possano far risparmiare soldi e soprattutto suolo (bene più prezioso) è preoccupante. Ne approfitto per ricordare che la piazza a mio parere NON E' FINITA. Non penso si possa valutare finita una piazza che presenta catrame sconnesso, nessuna segnaletica orizzontale, cartelli stradali posizionati in modo inappropriato (nemmeno degni di essere definiti "da lavori in corso") che rendono difficile il passaggio dei pedoni sul marciapiede (via Zaffaroni -vedere per credere-) e comunque fissati a terra con soluzioni assurde. Se si pensa ai soldi spesi, al tempo e a tutti i problemi che ci sono stati e si guarda il risultato…

Parlano di ampliamenti del centro sportivo con piscine e campi da calcio ma allora l'esempio del palazzetto dello sport non è servito a niente: vent'anni di parole, un sacco di soldi spesi, si continua a parlarne per progetti futuri (?!?) e nessun beneficio alla comunità. Il paese non ha bisogno di nuovi campi da calcio, quelli che ci sono penso vadano più che bene (3 in totale). E la piscina? Avere piscine di ogni tipo a disposizione (al chiuso, all'aperto, con scivoli) nel raggio di 10 chilometri non basta? Questi interventi porterebbero solamente ad un aumento del traffico di gente proveniente da fuori ed è proprio ciò da cui il paese si deve difendere vista anche la sua posizione poco felice rispetto al contesto dato che il paese viene quotidianamente attraversato da abitanti di centri limitrofi per evitare il caotico nodo varesina/saronnese. La costruzione di strade esterne che fungano da tangenziali sembra per l’amministrazione l’unica soluzione. Comincino a mettere in atto interventi che evitino di creare nuovo traffico!

Per quanto riguarda le piste ciclabili, sembra che l’Italia non ne voglia proprio sapere di mettere in sicurezza i propri ciclisti. E’ veramente raro vedere soluzioni che permettano ai ciclisti di viaggiare tranquillamente senza rischiare di essere investiti. E’ un peccato perchè le piste ciclabili all’estero sono spesso frutto di interventi estremamente semplici. Qualche settimana fa si è svolto a Milano il salone del ciclo dove ancora una volta si è parlato dell’importanza della bicicletta nella nostra società. La manifestazione ha permesso di fare riflessioni sulla situazione delle piste ciclabili in Italia e a Milano in particolare ed il quadro che ne è uscito non è per niente confortante. Spesso le amministrazioni spendono somme folli che permettono di fare pochi chilometri di pista e creano quei “mozziconi” di ciclabile che non risolvono la situazione. La pista ciclabile non deve essere un opera faraonica da svuotare le casse del comune ma al contrario deve essere un qualcosa di semplice che non debba costringere il ciclista a pericolosi cambi di corsia o direzione o che obblighi il ciclista ad allungare il suo normale percorso.

Nel caso di Gerenzano, penso che la priorità ora vada ad un percorso ciclabile sulla varesina, ma qualcosa che sia veramente utile coinvolgendo i comuni che sorgono sull’asse in modo da creare un percorso omogeneo e continuo. Niente di strano o di terribilmente complicato, giusto un po’ più di spazio per ogni lato della strada con adeguata segnaletica orizzontale. Ci sono finanziamenti europei destinati alla costruzione di piste e raramente utilizzati. Mi chiedo il motivo di ciò. Perché invece di attuare una politica che vieti l’uso dei veicoli inquinanti nei giorni festivi (notoriamente giorni meno “inquinanti”) non si promuovono  soluzioni alternative per tutti i giorni?

 Filippo Angaroni

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