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Nostalgia de Milan

 

Quando il cabaret si fa canzone e viceversa 

Gerenzano, 10 Febbraio 2005

All’Aditorium G. Verdi di Gerenzano si sono esibiti “Gli Estinti” con Claudia Merlo in “Nostalgia de Milan”. Un giovedi’ sera di Febbraio freddo e sereno con l’auditorium moderatamente pieno di gente attenta e divertita. Forse bisognava pubblicizzare meglio lo spettacolo, peccato. Gli artisti hanno cantato Danzi, Jannacci, Vecchioni, Valdi, Nanni Svampa, Coghi e Renato. In sintesi una carrellata sentimentale attraverso la musica milanese. Le canzoni erano intercalate da sketch che riproponevano la comicita’ tipica dei cabaret milanesi. Un  tuffo nel passato prossimo che a tanti cinquantenni (come me) ha ricordato le serate nebbiose trascorse a  Milano alla fine degli anni ‘60 nei teatri affollati e fumosi per ascoltare Jannacci prima maniera, i Gufi, il teatro dialettale di Piero Mazzarella, le commedie di Dario Fo e Franco Parenti. Allora si viveva in diretta l’uso del dialetto, o meglio della lingua milanese, come strumento di avanguardia. I Gufi traducevano la canzone d’autore francese (Brassen) ed Enzo Jannacci descriveva in tono romantico ed ironico la vita di periferia e dei nuovi diseredati. Vi ricordate “Vincenzina davanti alla fabbrica” o “El purtava i scarp de tennis”?  

Senza togliere nulla alla bravura e all’entusiasmo degli artisti che si sono esibiti a Gerenzano, anzi ammirandoli per lo sforzo fatto per tenere in vita la tradizione della canzone milanese, vorrei aggiungere che l’operazione “nostalgia” necessita di qualcosa di nuovo. Gli Estinti e Claudia Merlo sono una fotocopia degli artisti del passato. Ora dovrebbero fare un ulteriore passo avanti proponendosi, come lo fecero i Gufi quarant’anni fa e i Vandesfros recentemente, con piu’ personalita’ e coraggio guardando avanti e tenendo la canzone milanese classica come bagaglio artistico, come DNA. 

P.A. Gianni

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