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IL NUOVO AVANZA, NONOSTANTE TUTTO

 

Una bella trasmissione su RAI 3  “chetempochefa” ha toccata un argomento che ho particolarmente a cuore: la bruttura architettonica che ci circonda.

Era presente in studio Vico Magistretti, un maestro dell’architettura italiana e, collegato dalla Puglia, il regista Edoardo Winspeare  presidente di un comitato che acquista gli "ecomostri" per abbatterli e restituire il terreno bonificato alla comunita’.

 

Le  frasi piu’ schoccanti e belle che sono state dette dall’ architetto Magistretti:

  • Uno dei compiti piu’ importanti che avranno le future generazioni sara’ abbattere tutte le brutture  che abbiamo costruito in questi ultimi cinquanta anni.

  • La nostra classe dirigente e’ di una ignoranza mostruosa ed ha permesso di costruire in modo ignobile e scellerato.

  • Basterebbe che le costruzioni  non avessero piu’ di due piani, si usassero non piu’ di 4 o 5 colori per migliorare  la qualita’ dei nostri panorami.

Non vi sembra che anche a Gerenzano siamo nella stessa situazione? Avete visto il progetto della palazzina che sostituira’ parte della cappuccina abbattuta in questi giorni, avete visto le nuove costruzioni della Deangeli lungo il viale della stazione?

Le costruzioni tradizionali di Gerenzano (e lombarde) sono caratterizzate da tetti a due falde che creano una linea netta della gronda. Ebbene la nuova costruzione ha il profilo di gronda a ziz zag (vedi figura sottostante). Un piano in piu’ come sottotetto a scapito dell’armonia con il resto delle due corti, quella della pesa e della cappuccina. Anche il palazzo settecentesco del fattore Colombo in largo Fagnani fara’ la stessa fine: abbaini e profilo del tetto a zig zag.

 

Invece la palazzina della Deangeli e’ stata pensata e purtroppo fatta al contrario. Storicamente i tetti della De angeli erano a zig zag. Cosa inventano i nuovi architetti? Tetti a botte, come quelli dei capannoni industriali degli anni ‘50 (la ex Zanussi di Gerenzano). Tetti che nel contesto architettonico della De angeli e della N.I.V.E.A. c’entrano come cavoli a merenda…e non e’ finita. Una bella eredita’ per le future generazioni.

 

P.A. Gianni

 

 

       
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