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I
VOLTI DI AKSAI (una passeggiata al mercato)
Aksai, 16 gennaio 2005 - mercato
Il mercato e' il luogo piu' naturale per vedere la gente comune
come vive, mangia, si veste e spende. Tutti i villaggi e le città ne hanno
uno. In Italia stanno per essere soppiantati dai centri commerciali ma, se
ci pensate bene, anche alla COOP, Iperstanda o all' Auchan si possono
scoprire le abitudini della nostra gente.
Ogni popolo ha delle caratteristiche somatiche inconfondibili e al mercato
le riconosci tutte. Puoi capire se di fronte a te c'e' un kazako,
un russo o un tataro e il loro livello sociale ed
economico.
Vi propongo una carrellata
di facce della gente di Aksai e dei villaggi limitrofi. Sono volti di
contadini che arrivano ad Aksai con le slitte ed i carri trainati dai cavalli,
con il trattore o con le vecchie auto sovietiche stracariche di cavoli,
carote e patate.
I commercianti hanno facce piu'
lisce, meno cotte dalle intemperie e dal duro lavoro dei
campi. Loro sono oramai entrati nel mondo del "terziario".
P.A. Gianni
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Volti di donna
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ragazza per strada
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ragazza timida
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Il commercio
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Ragazzi per strada
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I nuovi negozi
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Alla fermata del taxi
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Il mondo globalizzato: coca cola e scislik (spiedini ai ferri)
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Uliza Trnava
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Cari amici di Gerenzanoforum,
vi ringrazio vivamente per le foto che
non possono sfuggire a un accurato lettore del Gerenzano Forum.
Io stesso feci, molti anni fa, un
viaggio in Russia e Usbekistan. A Samarcanda ebbi l’occasione di incontrare
le belle giovani della zona. Insieme in gruppo, passeggiavano sulla strada
del mercato mostrando un atteggiamento fiero e orgoglioso. Ebbi
l’impressione di potermi avvicinare e conversare con loro. Non lo feci per
prudenza e per non turbare la bellezza del loro atteggiamento che dimostrava
senso di libertà e serenità spirituale. Senza copricapo e sorridenti
passeggiavano come solo in quelle zone era possibile farlo, senza il peso
della sofisticazione fisica. Erano tali e quali la natura le aveva create.
Nessun trucco sui visi, nessuna nudità eccessiva e arrogante delle nostre
ragazze. Sentii la loro vicinanza perché erano semplici e umane. I loro
occhi si posarono sui miei senza mostrare un senso di turbamento perché
erano aperte e sincere, per cui non avevano nulla da nascondere, a meno
l’ipocrisia così ben conosciuta nella nostra cultura. Anch’io volsi il mio
sguardo su di loro come per ringraziarle della cortesia e gentilezza
mostrata.
Non mi accorsi dei segni della
occupazione russa, segni certamente esistenti. Legati e immersi nella loro
tradizione, sembravano vivere nella loro libertà spirituale che permetteva
loro di accettare e sopportare l’occupazione russa-comunista. La tradizione
fungeva da rifugio e dava loro il senso di essere ancora liberi.
Le foto inserite nel Gerenzano Forum mi
fanno ricordare i nostri tempi passati, quelli del dopoguerra in cui i
superstiti incominciarono a capire e godere il senso della libertà acquisita
dopo anni di inganni suggestivi e forzati. Nella semplicità di quei volti si
rispecchiano le caratteristiche fondamentali della natura umana che, risorta
dopo la sventura, è priva di quegli attributi negativi di cui, decenni dopo,
si ornò di nuovo. Attributi negativi come pretese infinite,
insoddisfazione, permalosità, egoismo, superficialità, vuoto derivante
dall’eccessivo consumo di beni materiali, povertà spirituale, tutti
acquisiti che impediscono il sorgere di una società umana giusta e solidale.
Vi ringrazio di avermi offerto la
possibilità di ritrovarmi negli sguardi e atteggiamenti della gente di un
paese povero, ma per questo ospitale e accogliente.
Cordiali saluti,
Lorenzo Russo Gänserndorf,
08.02.05
IL MERCATO DI AKSAI |