29November2020

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I dolcetti dell'avvento

Cari amici di Gerenzano Forum,
in Alto Adige c’era la tradizione di preparare i dolcetti natalizi in casa: ogni donna iniziava, con la prima domenica di Avvento, a confezionare i biscotti che necessariamente bisogna fare all’inizio di dicembre, i «Lebkuchen», perché hanno ingredienti particolari e sono duri appena preparati.

Con il tempo e riposti in scatole di metallo, insieme a una mela che toglie l’umidità, si ammorbidiscono. Era quasi una gara quella che facevano le sudtirolesi nel periodo di Avvento; si preparavano biscotti alla cannella e chiodi di garofano, al miele e alle noci, al cocco grattugiato e mirtilli rossi cotti sopra ostie di farina di riso; i cornetti alla vaniglia, con le nocciole, con il cioccolato, gli
«Spitzbuben» (mascalzoncelli) con doppio strato di pasta unito da marmellata, fatta in casa,
naturalmente.

Da non dimenticare il “Zelten” che è un dolce tipico tirolese, ricco di frutta secca e come base ha la pasta di farina di segale. Per ornare l’albero di Natale tradizionale tirolese si preparavano dei biscotti a forma di angeli, di cuori, di pupazzo di neve, di stelle comete, di bambini, di animali, di ciambelline con nocciole e mandorle come ornamento.

Ricordo che anche la mia mamma preparava biscotti per giornate intere. Oltre che per addobbare l’albero, servivano per offrire agli ospiti che venivano a porgere gli auguri, ai bambini vicini di casa, agli amici. Diventava così una specie di scambio e di assaggio, per dare poi un voto a quella che era più brava, oltre che come dono augurale. Erano molto belli questi biscotti oltre che buoni; erano decorati in vari modi: con glasse multicolori per contornare le figure, on i confettini colorati per riempire il vestito di babbo Natale, con pinoli e mandorle pelate per ornare il bordo delle figure o i pinoli che formavano come un pizzo sull’abito delle bambine. I confettini argentati si adoperavano per riempire le stelle comete e gli angeli, le nocciole per decorare i biscotti a forma di alberi, e qui la fantasia di ognuno vada libera a pensare a quali e quanti biscotti ornamentali si potevano confezionare per mettere sull’albero di Natale. Ricordo che, insieme ai biscotti, sull’abete ci andavano anche le meline rosse e gialle, tutte dello stesso calibro, per chissà quale motivo (ordine e precisione?). Anche le stelle ci metteva mia madre, preparate con steli di paglia e corda argentata. Sui rami, fili d’argento che sembravano ghiaccioli, candeline rosse e «spruzzastelle» (a rischio di bruciare la casa) completavano il capolavoro. Un mese di fermento, per tutti, ripagati dalla felicità del Natale che arrivava con le note di «Stille Nacht, Heilige Nacht», con il profumo di incenso sparso dalla mamma in ogni stanza, come segno augurale, con il profumo di resina che emanava l’imponente albero, portato dal bosco del nonno.

Purtroppo tutto questo, pian piano, va finendo. Le nuove generazioni non vogliono più perdere tempo: i biscotti si vanno a comperare dal pasticcere, sono poche le donne che preparano ancora i prelibati biscotti in casa. Le meline rosse e gialle vengono sostituite da palle di plastica fatte in Cina, l’albero è meglio se è finto così non perde gli aghi all’Epifania e non ha bisogno di acqua, alle candeline si preferiscono fili con lampadine colorate con luce intermittente. A casa mia c’è ancora l’abete argentato, tagliato nel bosco di un cugino (è una doppia punta, quindi non rovino il bosco!), le palle decorate, le candeline da accendere, gli spruzzastelle che rendono magico l’albero, gli “eisslametta” che sono fili argentati che danno l’illusione di ghiaccioli sull’ albero. Preparo ancora in casa i biscottini di varie sorti, che confeziono per circa due settimane e poi conservo come mi ha insegnato mia madre.

Con queste immagini piene di sapori e profumi vi saluto cordialmente,



Maria Luisa Sotgiu

 
La storia dei Lebkuchen

I Lebkuchen sono i biscotti tipici di Natale dei Pesi Tedeschi, infatti sono nati in Germania e poi sono stati portati qui. Si inizia già nella prima settimana dell'Avvento a prepararli perchè il miele che ci va in abbondanza fa diventare dura la loro pasta e allora non sono così buoni. Bisogna metterli in scatole di metallo, apposite per i biscotti e dentro, la nonna mi ha insegnato il trucco, si mette una mela intera che dà loro un profumo particolare.

Da noi vanno moltissimo questi dolci anche perché la loro pasta si adatta facilmente a tutte le forme che si vogliono ottenere: pupazzi di neve, bambini e angeli, stelle comete o stelle senza coda da mettere sull’albero, in particolare per chi ha bambini in casa.

Tra le tante attrazioni del mercatino di Natale di "Christkindel" cioè del Bambino Gesù, dei nostri centri più importanti della provincia, un posto particolare meritano i famosi Lebkuchen.

Raramente la storia di un dolce affonda le sue radici così lontano nel passato. Già gli antichi conoscevano i dolci al miele cotti al forno. 50 anni fa degli scavi archeologici in Mesopotamia portarono alla luce i più antichi stampi conosciuti, risalenti al 2000 a.C. Le similitudini con i Lebkuchen sono evidenti.

E' noto, inoltre, che gli antichi conoscessero già le qualità curative del miele e delle spezie. Gli antichi Egizi auspicavano di portarsi i dolci al miele nell'aldilà, come testimoniano i ritrovamenti fatti nelle tombe faraoniche.

Nell'antica Grecia questi dolcetti accompagnavano gli uomini in ogni momento della vita: venivano dati ai soldati in battaglia, ai marinai, come dono agli dèi…

Dai dolci al miele dell'era precristana derivano i Lebkuchen in Germania, le cui tracce risalgono all'XI / XIII secolo.

Nei documenti in lingua tedesca la parola "pheforceltum" (Pfefferkuchen = dolci al pepe) si ritrova in alcuni documenti dell'XI secolo. Al 1223 risale la prima corporazione dei pasticceri dei Lebkuchen nella Slesia. In un antico libro del 1409 viene citata per la prima volta la parola "Lebkuchen".

L'esatta origine rimane ancora un mistero. Una spiegazione riporta la sillaba "Leb" alla parola "Laib" (dolce con la forma di). E' anche possibile l'origine da "Labeskuchen", derivazione da "Lebenskuchen" ( = dolci della vita). Secondo il vocabolario di Grimm il nome deriva dalla parola latina "libum" ( = schiacciata, focaccia).

Questa è l'origine più accreditata. Certo è che Norimberga aveva tutti i presupposti per affermarsi come patria dei Lebkuchen. La ricchezza dei boschi intorno alla città permetteva abbondanza di miele, ingrediente fondamentale per l'impasto, mentre la favorevole posizione della città lungo la via degli scambi commerciali consentiva una grande disponibilità delle spezie (cannella, pepe, zenzero, ecc.)

Non va dimenticato che un Lebkuchen senza spezie non è immaginabile! Il 1487 segna un anno particolarmente importante per i Lebkuchen di Norimberga. In occasione della dieta imperiale l'imperatore Federico III invitò i bambini al castello.

Quel giorno più di 4000 piccoli abitanti di Norimberga ricevettero un dolcetto a testa, raffigurante l'effigie dell'imperatore. Purtroppo non sappiamo se l'immagine fosse un prodotto di stampa (Gutenberg a Magonza stampava già dal 1440 e Koberger a Norimberga dal 1480) o se i dolcetti fossero stati prodotti con uno stampo da forno.

Di sicuro dal quel giorno esiste un tipo di Lebkuchen chiamato "Kaiserlein" che significa “piccolo imperatore”.


LA RICETTA DEI LEBKUCHEN

Ingredienti: 250 g di zucchero, 6 tuorli, 500 g di miele, 500 g di farina bianca, 500 g di farina di segale, 10 g di cannella in polvere, 10 g di "Nelken", che è la polvere di chiodi di garofano, la scorza grattugiata di 1 limone, 30 g di bicarbonato di sodio.

Per guarnire: 100 g di mandorle sbucciate, 30 g di pinoli, confettini colorati, alcuni frutti canditi, 1 albume.

Sbattete a bagnomaria le uova con lo zucchero. Quando saranno ben montate aggiungete il miele riscaldato, le farine mescolate, le spezie e il bicarbonato.

Lavorate bene il composto e lasciatelo riposare per una notte in un luogo caldo.

Il giorno seguente stendete la pasta sulla spianatoia infarinata in una sfoglia spessa 1/2 cm, tagliatela a rettangoli o a quadrati o con le formine apposite (preparo le figure dei pupazzi di neve o degli angeli su carta consistente e poi ritaglio la pasta, seguendo i contorni della figura con una rotellina per la pasta).

Spennellateli con l'albume frullato e guarniteli con i confettini colorati, le mandorle, i pinoli o i canditi, seguendo la fantasia.

Mettete i biscotti su una placca da forno con un foglio di carta da forno e cuoceteli a 200° C, per 12 - 15 minuti, fino a quando saranno ben dorati.

Lasciateli raffreddare e conservateli fino a Natale in scatole di latta.

Maria Luisa Sotgiu, circa anno 2004