16September2019

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L' omm di saracch

"Facia da baloss, altezza sul vu e nuanta, o giò da lì, scarp cun la soeula da cararmàa, man da murnèe, ul caretin pien da saracch e da pesitt, merluzz dapertutt",

ecco in poche righe la descrizione "du l’omm di saracch" da noi soprannominato "Carnera".

Quando c' era bel tempo faceva la spola tra Saronno, Gerenzano, Rovello, Cislago, etc. spingendo il suo carrettino a mano che emanava un odorino attraente. E infatti non c'era corte dove non si fermasse.

Uomini e donne lo circondavano e comperavano. Avvolgeva i pesci nella famosa carta da macellaio (quella gialla, dura e grezza tanto per intenderci), li pesava su una piccola "stadera" di ottone e faceva sparire con sveltezza il denaro nel cassetto.

Non era raro vedere un contadino scambiare un pollo con una scatola di "saracch". Un contadino con molti figli non poteva far nulla con un pollo ma con una scatola di "saracch" poteva dare il "secondo" per un mese ai propri figli. Adesso vien da ridere pensando che allora si accontentavano di avere come secondo "una michetta e un saracch" e cosi via per 20-30 giorni, ma allora era pur sempre meglio un "secondo povero" a niente.

Ora anche questo mestiere è scomparso e con lui anche chi lo esercitava. A noi è rimasto il ricordo e soprattutto due particolari: "la facia da baloss" e le scarpe con la suola alta tre dita.

Mario Carnelli