25September2020

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Riciclaggio all’inglese

Sul quotidiano “The Times” del primo lunedì dell'anno 2009 c’ e’ una foto con cumuli enormi di carta da riciclare in un centro di raccolta ed un operaio che pulisce con una ramazza il pavimento.

Il titolo della foto e’ significativo: “Provate a scopare tutto questo sotto il tappeto” (sottinteso: se ne siete capaci).

In Inghilterra il 2009 e’ iniziato, a parte la crisi finanziaria ed immobiliare, con quella dei rifiuti, come nel 1979 (anno in cui a Londra si vedevano cumuli di rifiuti abbandonati per le strade come a Napoli). L’impatto visivo e’ meno evidente perche’ i cumuli non sono per le strade, come allora, ma nei centri di raccolta che stanno traboccando di carta e cartone da riciclare. Il problema non e’ legato agli scioperi dei netturbini, come nel ‘79, ma paradossalmente al grande successo della politica di riciclaggio.

La vista di montagne di 100 mila tonnellate di carta da riciclare e' uno spettacolo che fa infuriare un cittadino inglese normale impegnato a fare la raccolta differenziata o peggio che e’ stato multato per aver buttato un pezzo di carta nel sacco sbagliato.

Fino a pochi mesi fa il problema del riciclaggio della carta era mascherato perche’ buona parte delle balle andavano  a finire nelle discariche controllate o peggio, ricomparivano misteriosamente negli inceneritori cinesi. Ora non e’ piu’ possibile in quanto troppo costoso a causa delle tasse di smaltimento e la Cina non  le vuole piu’.

Secondo il giornalista la Gran Bretagna paga il prezzo di non aver investito in inceneritori basandosi sull’ ipotesi che per l’ambiente riciclare carta e' la soluzione migliore. Invece uno studio del 2006  “Carbon Bilance and Energy Impacts of the Management of UK Waste” dell’ Institution of Civil Engeneers dimostra che il bilancio energetico e’ negativo se si confronta l’energia usata per trasportare e riciclare la carta con quella ricavata bruciandola negli inceneritori di ultima generazione. Inoltre con l'incenerimento si produrrebbe meno CO2 e un sesto dell’energia elettrica necessaria in UK evitando di costruire nuove centrali a Carbone o Nucleari.

La conclusione dell’articolo  e’ “quasi-italiana”: In Inghilterra si insiste nel riciclaggio della carta per due motivi: primo, le  lobby delle ditte di riciclaggio spaventano l’opinione pubblica  sulla pericolisita’ degli inceneritori che in realta’, quelli di ultima generazione, producono meno diossina ed inquinamento di un falo’ di legna, secondo, le lobby verdi hanno trasformato il riciclaggio in una sorta di “religione” per mettersi a posto la coscienza e riscattare i peccati ambientali commessi dall’umanita’.

Osservazioni personali tutte italiane: Mentre in Lombardia abbiamo raggiunto circa il 30% di riciclaggio e in Campania quasi non esiste, in Inghilterra sono oramai oltre ed hanno il problema opposto (troppo riciclaggio, beati loro). Dove va a finire in Italia la carta ed il cartone da riciclare? Per caso abbiamo lo stesso problema e nessuno ce lo dice? 

Pier Angelo Gianni     London, 5 January 2009