14December2019

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I Ricamatori gerenzanesi

Da: Milanesi del Medioevo, “ricamatori” MARIA PAOLA ZANOBONI 2008

 "Nicolò da Gerenzano (1450/1513) fu un ricamatore che riuscì a far carriera, diversificando enormemente i propri investimenti e giungendo a controllare giri d’affari stratosferici, attraverso una strategia fatta di manovre economiche, ma anche (e forse soprattutto) di contatti sociali che lo mise in grado di dettare le condizioni di pagamento ai suoi principali committenti: i principi e le corti.

Il padre aveva ricamato la giubba di raso turchino a gigli d’oro indossata da Galeazzo Maria Sforza durante la celebre visita a Firenze nel 1471, giubba con cui il duca di Milano venne immortalato proprio da Piero Pollaiolo nel ritratto conservato agli Uffizi. (vedi sotto)

 Sfruttando al massimo le conoscenze, i contatti e i legami acquisiti a Milano, grazie alla posizione di rilievo ottenuta all’interno della confraternita per la costruzione di San Satiro, e grazie alla propria capacità di inserimento ai vertici dei principali luoghi pii cittadini, Nicolò riuscì ad ottenere nella società non solo milanese, ma di tutta la penisola, un peso e una forza contrattuale tali da poter chiedere palazzi e feudi, con le annesse rendite e diritti giurisdizionali, a concreta garanzia delle somme da riscuotere.

Probabilmente fu proprio la straordinaria capacità di diversificare i suoi affari e gli impieghi di capitale, assumendo anche in prima persona il controllo della produzione della materia prima, unita al peso e alla forza contrattuale su ogni ceto della società milanese fornitigli dalla capillarità dei contatti e rapporti di patronage che l’adesione alle principali confraternite cittadine gli aveva procurato, a permettere a Nicolò di non curarsi della perenne insolvenza dei duchi e della corte, che aveva angustiato invece suo padre e che continuava ad angustiare la maggior parte dei ricamatori milanesi."

Finalmente possiamo vedere un capolavoro di ricamo fatto dal padre di Nicolò da Gerenzano (vedere immagine).