06August2020

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Partigiani all'oratorio: Don Pietro Pini

In internet si trova di tutto. E’ un’ immensa biblioteca disordinata e dispersiva tanto da costringerti a ripetere spesso gli stessi percorsi di ricerca che non portano mai a niente di nuovo: hotel, viaggi, pubblicita’ mascherata da notizie e tante altre informazioni da prendere con le pinze.

In internet non ci sono filtri e praticamente ognuno racconta la sua verita’. Cercando notizie su Gerenzano, dopo pagine e pagine di pubblicita’ mi sono imbattuto in una notizia particolare riguardante un nostro concittadino: Don Pietro Pini.
Vi riporto uno stralcio:
“Coadiutore a Cassago Brianza (Lecco)1938:
 Al sacerdote Luigi Cazzaniga successe don Pietro Pini di Gerenzano novello sacerdote. Di lui scrisse don Giovanni Motta: “Sono anni importanti quelli in cui gli toccò di assistere il vecchio parroco don Enrico Colnaghi, nè si deve negare che gli mancassero le doti: buona intelligenza di animo, operosità, avvedutezza che tralignò un po' in preoccupazioni umane, talchè un tempo apparve più che l'uomo del Signore il cosciente diplomatico: in tale stato si accaparrò buoni appoggi esterni, ma gli venne meno il coraggio interno: di sua volontà rifiutò di divenire parroco sul luogo nonostante avesse buoni e sollecitatori appoggi.

Il 25 aprile 1945 lo trovò in posizione di grande responsabilità: ma forse anche il suo animo non era preparato alla tragicità che in questa zona presero gli avvenimenti: il movimento dei 22 morti del Bulciaghetto stanno a dimostrare un entusiasmo giovanile, ma una grande deficienza di responsabilità la cui quota parte è difficile distribuire in giusta misura. Mi preparò una bella entrata, ma forse io non sapevo misurare questa vistosità di festa e non gli seppi creare una dimostrazione esterna di riconoscenza, quale forse si esigeva: ma il mio cuore era puro e sicuramente riconoscente, come lo è ancora. Però, a mio parere, se fosse diventato parroco sia pure altrove sarebbe stato meglio anche per questa parrocchia.”

In data 23 novembre 1946 con decreto di Sua Eminenza il Cardinale A. Ildefonso Schuster Arcivescovo di Milano don Piero Pini, coadiutore dal 1938, fu nominato Vicario Spirituale fino al 1948.” Fine citazione.
 
Cassago Brianza si trova in provincia di Lecco e chi scrive del coadiutore Don Pietro Pini e’ Don Giovanni Motta, nominato nel 1948 parroco di tale paese alla morte del vecchio parroco Don Enrico Colnaghi. Il ritratto che viene fatto di Don Pietro Pini non e’ molto positivo e lo si descrive come una persona che non ha il coraggio di prendere le proprie responsabilita’.
 
Per fortuna, come dicevo all’inizio, Internet ti da la possibilita’ di verificare le fonti e di trovare anche chi scrive l’opposto (o quasi).
 
Della descrizione di Don Giovanni Motta colpisce il riferimento al “movimento dei 22 morti del Bulciaghetto”. Evento tragico della resistenza italiana proprio alla fine della seconda guerra mondiale, nei giorni dell' Aprile 1945. i giorni piu’ tragici e confusi in cui tutti erano contro tutti, tedeschi, fascisti, partigiani e americani.
 
La descrizione di quegli eventi la si puo’ leggere su un altro sito internet http://sprea.altervista.org/libro/pag1.htm che parla del “Corpo volontari della Liberta’, Brigata G.C. Puecher” ed in particolare della resistenza in Brianza e dei fatti di Bulciago. Il racconto e’ molto particolareggiato e spesso troppo “partigiano” ma nonostante tutto, riporta i fatti .
 
Colpiscono alcuni riferimenti a don Pietro Pini che vi riporto integralmente perche’ importanti per capire l’uomo.
 
Primo riferimento a Don Pini: “A Cassago, gli otto clandestini della vigilia, ch'erano stati da tempo organizzati dal Rivolta con l'aiuto di Don Pietro Pini, sono oggi diventati miracolosamente una settantina di uomini bene catechizzati, ben decisi ed anche discretamente armati grazie alle due compiacenti colonne lasciatesi fermare a Bulciago.”
 
Secondo riferimento al ruolo di Don Pini: “Chi adesso arriva al crocicchio è colpito dalla quiete che vi regna. Poch'anzi vi è sceso don Pietro Pini di Cassago chiamato per un ferito ed è stato accolto a fucilate; vi sono scesi, da Bulciago, quattro giovani desiderosi di recare aiuto: incappati nei mussoliniani sono stati freddamente stesi a terra.”
 
Dunque don Pini partecipo’ attivamente alla resistenza e, da quello che si legge a commento di una fotografia, con lui molti parroci e coadiutori degli oratori della Brianza. La didascalia di questa foto dice:
 
SEREGNO - Il Raduno: sfilata "... per le vie del paese che nell'ora della liberazione li guardò passare stupefatto, esclamando:  Aspettavamo i partigiani dalla montagna, e li avevamo qui all'Oratorio!"
 
 
E che dire poi del rifiuto di don Pitro Pini a diventare Parroco di Cassago Brianza dopo la morte del parroco Don Enrico Colnaghi morto nel 1948?
 
Si legge ancora nel sito di Cassago Brianza:
“Dal 1907 al 1948 fu parroco di Cassago don Enrico Colnaghi (omissis)  Don Colnaghi avrà la gioia di celebrare i suoi 50 anni di sacerdozio nel 1940 nonostante la salute incominciasse a venir meno. Divenuto quasi cieco, lasciò progressivamente l'amministrazione della parrocchia al coadiutore don Pini. Dopo un intervento chirurgico per appendicite le sue condizioni peggiorarono rapidamente e il 5 febbraio 1948 morì a 83 anni tra il rimpianto dei parrocchiani, (omissis) per la sua vicinanza spirituale nei momenti difficili che colpirono la sua gente in ben due guerre mondiali.”
 
Don Pini amministro’ effettivamente la parrocchia per parecchi anni, almeno una decina e forse, questa e’ una mia interpretazione, alla morte del suo amato parroco, compartecipe di vicissitudini cosi’ dolorose e tragiche durante la guerra, non se la senti' di rimanere nel paese che pure lo amava. Questo fatto lo rende piu’ umano e degno di stima.
 
 
P.A. Gianni