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Il Mercato di Aksai

Aksai, 2 febbraio 2004 - Il mercato di Aksai si trova a ridosso del "Trnava", grosso centro commerciale post-sovietico. I contadini arrivano dai villaggi della steppa, fanno decine di chilometri in trattore, in "ziguli'" o con le slitte trainate da cavalli per vendere i loro prodotti.

I generi alimentari in vendita sono poveri e il freddo siberiano li mantiene congelati. La carne viene tagliata con l'accetta, il pesce e' affumicato o congelato. I salumi sono dei cilindri da spezzare. Non esiste frutta fresca o insalata, sono venduti solo cavoli, carote, cipolle e patate. Spesso sono appoggiate sul cofano dell'auto e vengono scambiate per pochi "tenghe", moneta kazakha. Il venditore di semi di girasole ne vende un chilogrammo per 50 - 70 tenghe, circa mezzo dollaro. I semi di girasole si comperano a "misurini", come da noi le caldarroste. Un misurino basta per innervosirti un pomeriggio intero, i semi sono piccoli e sbucciarli e' un'impresa stressante.
Le contadine sono robuste, in salute e brave a contrattare, vendono salse di pomodoro, cetrioli sott'aceto, conserve delle zucche del loro orto e le uova. Trasformano in moneta sonante il "surerfluo", poi con il ricavato vanno al Trnava a comprare le scarpe per i figli.
Gianni PA