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Turate - una lettera al Conte Caimi

E’ con piacere che pubblico la lettera del signor Antonio Besozzi al ragionier Ignazio Corbetta.

Sembra scritta ieri, ma risale a ben 237 anni fa quando a Turate governava la famiglia Caimi ed  a Milano c’erano gli austriaci e la rivoluzione francese sarebbe arrivata ben 25 anni dopo.

La lettera, di tipo commerciale, descrive come il signor Antonio Besozzi, factotum del conte Caimi a Turate, abbia venduto dei cereali al mercato di Saronno. Con la lettera consegna i soldi al ragioniere che cura gli interessi del conte Caimi Ciceri, suo zio.  Nella lettera si descrivono altri affari in corso, come la vendita di granaglie per conto di un certo Monsignor Manzoni e di esenzioni fiscali (la dogana sul bestiame macellato e vivo). Scarne notizie che pero’ denotano una catena di comando ben consolidata  e funzionale. I contadini lavoravano la terra e ricevevano la loro parte (immagino appena sufficiente per il loro sostentamento), si vendeva il rimanente al mercato di Saronno e il conte, che risiedeva a Milano, intascava i guadagni. Da quello che ho potuto apprendere dal bel libro scritto dall’associazione storica di Turate, a cui regalo simbolicamente questo manoscritto, il signor Antonio Besozzo divento’ anche il primo sindaco di Turate. Esempio lampante di trasformismo  descritto magistralmente da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel romanzo Il Gattopardo in cui Tancredi, nel comunicare al Principe Don Fabrizio la decisione di unirsi alle truppe piemontesi, dice "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!".

Vi consiglio di comprare e leggere la storia di Turate scritta dal gruppo storico turatese. Noi di Gerenzano siamo cugini di Turate e, forse leggendo la loro storia, potremmo capire anche perché siamo diffidenti nei loro confronti. Una volta (per fortuna per pochi anni!) siamo stati "conquistati" da Turate e il territorio di Gerenzano era amministrato da loro. Da lì, forse, è scattata la molla della competizione e del campanilismo.

 

Pierangelo Gianni    Gerenzano, 5 Marzo 2010

Di seguito vi riporto la trascrizione della missiva:

Att. Riv.ma Sig.ia ….Col.mo

Il sig. Ignazio Corbetta Rag.to

 

Di Sua Ecc.ma il Sig. Conte Don Ignazio Di Caymo Ciceri 

A Milano 

Riv.ma Sig. ia…Col.mo 

Continuo la vendita di grani avendone esitato anche questa mattina al mercato di Saronno moggia dieci formento da solo al prezzo di £ 38 al moggio ed altre cobbie[1]  dieci tra segale e formento at 66.16 la cobbia considerata la prima  £ 17.18 ed il secondo £ 38 al moggio ch’e’ quanto in oggi si puo’ fare al piu’. 

Dal cancelliere di Appiano Sig.ia … Alfieri gli verra’ fatto consegnato  quest’oggi in un pacchettino le £ 1181.5, come da qui accluso numerato, quali sono l’importo della cobbia venticinque tra segale e miglio di sig. dell’ill.mo Monsign.e Manzoni, che nell’atto della consegna dei suoi dinari la prego di farne ritirare dal pred.to Monsign.e la ricevuta del venduto grano, qual servira’ poi per il mio incarico. 

Dal Sud.to Sig.ia Cancel.re avra’ inteso come gli sia stato ordinato dal Regio Ducal magistrato d’obbligare li …v. e Conte a pagar in avvenire la dogana  di viva che morta [2];  V. S.Riv.mo  ben sapra’ che tutti li sudditi  dell’ Ecc.mo  Conte contrattando tra di loro in questo luogo di Turate hanno sempre goduta l’esenzione della Dogana, come altresi’ l’ha goduta anche l’ l’oste (?) della Dogana di viva che morta, avendo per lo pagato ammazzato bestie, cioe’ manzi, vitelli, animali a vivo piacere, per l’avvenire io staro’ attendendo come dobbiamo regolarci sperando che l’Ecc.mo Conte non sara’ pregiudicato, ma sostenuti li suoi privilegi  e quelli di lei Sig. Zio. La riverisca distintamente con la di lei Sig.ria esattore (?), lo ringrazio della sua attenzione. Nel mentre porgo anch’io a riverirla umilmente  a dirmi con piena stima i suoi pregiatissimi comandi. 

 

D V. S. Riv.mo                                                                       Turate 18 Ge.io 1773 

 

Div.mo Obblig.mo Ser.le Gi… Anto Besozzi 

Note:

[1] Cobbia: Coppia

[2] Di viva che morta: bestiame vivo e macellato