20October2020

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La fine della prima guerra mondiale: il monumento ai caduti

Oggi ho avuto accesso alla cartella in cui sono raccolti i documenti riguardanti la prima guerra mondiale. I dati si trovano nell’archivio comunale di Gerenzano.

I documenti sono raccolti per anno, dal 1912 al 1926 e contengono le liste di leva, le lettere degli anni di guerra, il conteggio dei morti,  dei dispersi, delle madri, dei padri, delle vedove e degli orfani di guerra. Dal ’21 al ’26 si registra l’avvento del fascismo, i giorni della rimembranza, i festeggiamenti e le lapidi commemorative.  

E’ con un certo senso del pudore che mi sono avvicinato al faldone. Mi hanno colpito  i telegrammi del ministero della guerra che comunicavano al sindaco di Gerenzano la morte di un soldato. Sono documenti laconici spesso prestampati, con solo il nome, cognome del soldato ed il luogo della sua morte.     Immaginatevi l’arrivo del telegramma in posta, il telegrafista che riscriveva il messaggio morse, il sindaco che andare di casa in casa a comunicare ai parenti la morte del soldato. Immaginatevi con che angoscia le mamme e le mogli vedevano arrivare il sindaco a casa loro. Ma avremo tempo di raccontarvi alcune di queste storie. 

Ora vorrei sdrammatizzare e raccontare quello che successe alla fine della guerra. Nell’anno 1921 a Gerenzano si decise di fare un monumento ai caduti. Un intero incartamento raccoglie i documenti per la costruzione di una cappella votiva al cimitero e di una targa ai caduti di guerra da affiggere nella piazza antistante il comune. Ora, sia la cappella votiva che la targa non esistono più, sono rimaste solo le foto dei caduti della prima guerra mondiale nella cappella del cimitero costruita negli anni ’50. 

Il monumento venne inaugurato il 12 maggio 1921. Sindaco allora era il signor Zaffaroni Giuseppe e parroco era don Antonio Banfi. 

Il programma: 

13,30 – 14,30  Ricevimento delle autorità e associazioni al palazzo municipale;

15,00 Scoprimento della targa nella piazza del municipio, oratore ufficiale, sig.  Mauro ing. Francesco,  distribuzione delle medaglie alle madri dei caduti, inaugurazione del nuovo vessillo scolastico, cantata degli alunni della scuola elementare.

16,30 Formazione del corteo, pellegrinaggio al cimitero, inaugurazione e benedizione della nuova cappella votiva ai caduti, Oratore ufficiale, don Gilardi Edoardo, ex cappellano del 12° regg. Bersaglieri, decorato al valore;

18,00 estrazione della lotteria “Pro onoranze ai caduti”

18,30 Congedo delle autorità e associazioni;

21,00 Concerto del corpo musicale di Gerenzano.

Immagino che dalle 18,30 alle 21,00 ci fu una cena e abbondanti libagioni in onore dei reduci.

La preparazione e la costruzione della cappella votiva fu molto laboriosa: vennero raccolte delle offerte e fra i benefattori spicca il nome dell’ing. Marzorati, direttore della tessitura.  Tutte le spese di muratura e acquisti vari furono minuziosamente registrate con tutte le pezze d’appoggio. La lapide inaugurata si trova nell'androne del comune vecchio e recita:    

AI PRODI CADUTI CON SACRIFICIO SUBLIME INDOMITA FEDE
A COMPIMENTO DELL'UNITA' NAZIONALE
E CON I CORPI
RIMASTI A CONSERVARE E A DIFENDERE
NEI SECOLI
LE BALZE LE SPONDE I PIANI
QUESTO RICORDO DEDICANO
GLI EREDI DI TANTA LUCE GLORIA ITALIANA
GUERRA 1915 - 1918

Per la lotteria si raccolsero premi tra le ditte e la gente, chi offriva una bottiglia di vino, chi pochi spiccioli, chi una poltrona. 

I premi della lotteria “Pro onoranze ai caduti” ci rimandano ad un mondo contadino, povero e dignitoso che stava lentamente ritornando alla normalità dopo anni di sofferenze e di pianti. 

I premi:

1°  premio: Bicicetta Frera

2° Macchina da cucire

3° Bicicletta Staier

4° Bicicletta Staier

5° Aratro

6° Erpice

7° Poltrona per studio

8° 500 tegole comuni

9° - 14° Una cartella prestito nazionale 

15° Quattro quadri epoca napoleonica

16° Sedia per studio

17° Quadro di Cesare Battisti

18° Lampada elettrica per scrittoio

19° - 22° Un album con tre scatole carta lettera

23° Cinque libretti piccolo risparmio

24° Pendolo

25° Etagére (piccola libreria)

26° Ricco calamaio

27° Nove bottiglie liquori

28° Otto bottiglie liquori

29° Quindici bottiglie vino

30° Quindici bottiglie vino

31° Due paia di scarpe

32° sei fiaschi di vino

33° cinque fiaschi di vino

34° - 35° diciotto paia di calze di lana

36° Otto grembiuli

37° Portacarte da scrittoio

Nell’estate  dello stesso anno e precisamente il 28 agosto 1921 il comitato “pro monumento ai caduti”  e la società sportiva “velox” organizzarono una grande gara ciclistica: Gerenzano, Milano (Cagnola), Gallarate, Varese, Gerenzano. Il circuito, lungo 100 km, prevedeva dei punti di controllo a Milano, Gallarate e Varese. Il tempo massimo di percorrenza doveva essere di  4, 30 ore e a tutti gli arrivati in questo tempo fu rilasciato uno speciale diploma ricordo. I primi 12 vennero premiati con  medaglie d’oro, vermeil (lega oro/argento), argento, bronzo e una coppa d’argento. 

Il 1921 è un anno di transizione con il congresso del partito socialista che sancì la sua spaccatura in tre distinte entità e del partito fascista che stava inesorabilmente conquistando il consenso degli italiani. Si può considerare l’anno del doloroso, ma energico e positivo, risveglio dopo anni di guerra e di lutti in quasi tutte le famiglie.

Pier Angelo Gianni  4 ottobre 2014