23April2017

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Borghi Luigi, una ricompensa al valor militare

Oggi vi racconto la storia del caporal maggiore Borghi Luigi del 54° Reggimento fanteria.
C’è una differenza sostanziale tra la guerra del "Tenentino" Gianpiero Clerici, tutta ardimento, imprese gloriose e conoscenze importanti e quella del fante Borghi spesa in una trincea sulle Dolomiti e, tra un assalto e l’altro, guardie estenuanti.

 

Lo spunto per raccontarvi la storia del fante Borghi mi viene da una comunicazione indirizzata al “Signor Sindaco del Comune di Gerenzano (Milano)” datata 6 luglio 1916 che ho trovato negli archivi comunali.

Ve la riporto integralmente: 

Zona di Guerra addì 6 luglio 1916

Oggetto: Partecipazione di ricompensa al valor militare.

Quale comandante del valoroso 54° Reggimento Fanteria, ò l’onore e l’orgoglio di comunicare che al caporal maggiore BORGHI Luigi, nato in codesto comune, per la sua lodevole condotta, venne tributato con Bollettino ufficiale, dispensa 55, l’ENCOMIO SOLENNE con la seguente motivazione:

“Nel fervore del combattimento, e mentre il nemico, sempre più incalzante, minacciava di irrompere sulle nostre posizioni, incitava i soldati con la voce e con l’esempio, sino a quando cadde gravemente ferito. Mon Piana, 13 Agosto 1915””

IL MAGGIORE

Comandante int. Del reggimento (segue firma)”

Quel giorno, venerdì 13 agosto 1915, sul Monte Piana i soldati Italiani assaltarono le trincee austriache, ma i  kaiserjäger (“cacciatori imperiali” austriaci, un reparto di fanteria leggera dell'esercito imperiale austriaco reclutati nei territori alpini) respinsero l’attacco.

Gli attacchi italiani proseguirono fino a novembre, poi l’inverno impedì le manovre militari e nelle rispettive trincee incominciò la grande attesa interrotta da una valanga che si abbatté sull’infermeria austriaca uccidendo 24 soldati. Solo nell’ agosto del 1916  ripresero i combattimenti con continui avanzamenti e retrocessioni del nostro esercito. Immaginatevi la vita di questi poveri ragazzi tra stenti, freddo, guardie, ranci, assalti, compagni feriti o morti, malattie. 

Borghi Luigi era uno di questi ed ebbe la sfortuna di essere ferito gravemente a pochi giorni dalla dichiarazione di guerra avvenuta il 24 maggio 1915.

Il soldato Borghi Luigi fu Carlo  e fu Vanzulli Carolina morì a Gerenzano dopo l’armistizio, il primo dicembre 1918, tre anni dopo essere ferito e, immagino, dopo tre anni di sofferenza e pena per lui e per i familiari che lo accudirono. 

Pier Angelo Gianni                             Gerenzano, 19 Novembre 2014