23April2017

gerenzanoforum.it

La piazza di Gerenzano dal 2002

Quello che l'amministrazione non dice

Sulla petizione per salvaguardare il prato retrostante la chiesa di San Giacomo se ne sono dette di tutti i colori con metodi poco "raffinati" e con una informazione di tipo pretestuosa e fuorviante.

 

La polemica è nata su Facebook con un post di Emanuele Pini, assessore all'urbanistica - edilizia privata poi ripresa dai giornali. Per capire fino a che punto siamo arrivati vorrei replicare punto per punto alle affermazioni dell'assessore:

Emanuele Pini: Il terreno in oggetto non è soggetto a trasformazione, ovvero non passa da agricolo a residenziale, in quanto è già edificabile dal 1983.

Pier Angelo Gianni: Tutti lo sapevano, non è una novità infatti il prato non è e non era un terreno agricolo e sull'area c'era e c'è un piano di lottizzazione che era già presente nel vecchio PGT redatto dalla Lega nel 2010.

Emanuele Pini- Gli ultimi 4 piani regolatori lo hanno sempre riconfermato, in quanto, essendo un diritto acquisito dai proprietari che ci hanno sempre pagato le tasse, la sua eliminazione sarebbe facilmente impugnabile con conseguenti esborsi per le casse comunali;

Pier Angelo Gianni: Non ho mai chiesto di eliminare il Piano di Lottizzazione ma solo di convertire i parcheggi pubblici e privati in "verde Pubblico" salvaguardando i diritti dei privati. Cioè senza penalizzare la capacità volumetrica dell'intero comparto comunque garantibile con il previsto sistema di perequazione urbanistica.

Emanuele Pini- Nell’ultimo PGT (quello vigente) non solo era prevista l’edificazione sul lotto, ma senza alcuna limitazione di aree a standard che potevano anche essere monetizzate;

Pier Angelo Gianni: Nell'ultimo PGT l'area a parcheggio era già presente esattamente dov'è adesso e bastava vietare che venisse monetizzata.

Emanuele Pini- L’attuale Amministrazione ha solo stabilito che, in caso di edificazione, nella zona confinante con la strada venisse collocato un parcheggio, così da salvaguardare il cono visuale sul retro della chiesetta di San Giacomo, mentre le abitazioni dovranno essere concentrate nella parte posteriore;

Pier Angelo Gianni: L'attuale amministrazione non ha stabilito un bel niente perchè era già tutto previsto. Il "cono visuale" come l'intende l'amministrazione in questo caso è solo modo per confondere le acque. Secondo voi è meglio avere un "cono visuale" con decine di seconde o terze auto, magari qualche camper o pulmino parcheggiati sul retro della chiesa o avere un bel prato verde che preserva la visione naturalistica della chiesa?

Emanuele Pini- Il parcheggio, in parte privato a servizio delle abitazioni e in parte pubblico a servizio della chiesetta, soprattutto per la messa della domenica mattina, non sarà in semplice asfalto ma privilegerà l’utilizzo di materiali ecologicamente compatibili;

Pier Angelo Gianni: Chi va alla messa di domenica mattina alla chiesetta di solito va a piedi. E' molto bello vedere di domenica mattina e durante il rosario del mese di maggio gruppi di due o tre donne che a piedi fanno la passeggiata per arrivare a San Giacomo. Al limite occorrerebbe un posto auto per l'handicap. L'uso di materiali "ecologicamente compatibili" non tolgono le auto dal retro della chiesa. Pertanto non risolvono il problema.

Emanuele Pini- Il parcheggio pubblico servirà come punto partenza per il Fontanile e per il percorso di collegamento pedonale tra il Fontanile e il Parco degli Aironi (via della Selvaccia);

Pier Angelo Gianni: Non si è mai sentita l'esigenza fino ad oggi. Chi vuol fare il percorso può lasciare l'auto dove vuole, lungo la strada e non mi risulta che ci siano "folle" di podisti che fanno tale percorso.

Emanuele Pini- Prima di scavare anche un solo centimetro quadrato di terreno i proprietari dovranno interpellare la Sopraintendenza Archeologica della Lombardia che, in caso di rinvenimenti archeologici, potrà richiedere modifiche progettuali, sino alla reiezione del progetto stesso.

Pier Angelo Gianni: Questa novità è scaturita da una lettera che l'amministrazione ha ricevuto il 10 dicembre 2015 dalla Soprintendenza Archeologica che, preoccupata dalla mancanza di sensibilità di questa amministrazione, ha ribadito quello che aveva già chiarito in una precedente lettera del 2 aprile 2015 in cui si specificava che "nei nuclei di antica formazione" ci sono delle regole da rispettare. E in particolare queste regole valgono per "tutta l'area circostante la Chiesa di San Giacomo". Sia il prato che la parte antistante, dove di vorrebbe costruire una rotonda, devono essere soggette a una procedura particolare per salvaguardare qualsiasi ritrovamento archeologco.

Emanuele Pini - I promotori di questa strumentale petizione non hanno dato tutte le informazioni del caso.

Pier Angelo Gianni: La petizione non è per niente strumentale, ma è frutto di mesi di richieste mie all'amministrazione. Richieste di dialogo sempre rifiutate, spesso in modo pretestuoso e cavilloso.

Infine in un articolo apparso sulla stampa il 20 dicembre compaiono dei commenti "politici" dello stesso Pini "imbarazzanti" in cui ci si accusa di non volere le piste ciclabili, parcheggi e di aver informato male la popolazione sulla Cava Fusi (?). Gerenzano Democratica ha solo espresso le sue perplessità sulle priorità. Per noi è prioritaria la scuola materna, la pista ciclabile di via Carducci e l'attraversamento della varesina affinché i nostri ragazzi possano andare a scuola a Saronno in bicicletta. Non è forse un nostro diritto esprimere un parere diverso dall'attuale maggioranza?

Pier Angelo Gianni 20 dicembre 2015

 Firmate la petizione al sindaco di Gerenzano per salvaguardare il Prato di San Giacomo: https://www.change.org/p/sindaco-di-gerenzano-salviamo-il-prato-di-san-giacomo-a-gerenzano