12November2019

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Rino il macellaio

Le due foto sono state scattate a distanza di trenta anni. La posa e' uguale, la grinta pure.

 

Rino, il macellaio della piazza della chiesa e' andato a cambiarsi il grembiule imbrattato di sangue e si e' messo in posa orgoglioso davanti al suo negozio, come allora.
Il negozio non e' cambiato. Le mattonelle bianche con la greca rossa si trovano lì da quando Rino rilevò il negozio negli anni '60. Ha appeso i bollettini dell'arma dei Carabinieri, la madonna di San Giacomo, Padre Pio ed altri, tanto per non far torto a nessuno. Rino, carabiniere, cacciatore, turatese di nascita e gerenzanese di adozione, è uno degli ultimi macellai di Gerenzano e se dovessi immaginarmene uno, me lo raffigurerei come lui: sanguigno, impetuoso, in una parola "macellaio". Le "bestie" gli arrivano dalla provincia di Cuneo, lui le macella personalmente nell'ultimo macello di Gerenzano.

Nella cella tiene i quarti di bue a frollare. la carne non deve essere troppo fresca ma deve rimanere al freddo per un certo periodo di tempo per intenerirsi. Poi mi spiega che tagliare la carne e' un'arte che si sta perdendo e nei supermercati la carne viene tagliata da macellai improvvisati, venduta nel cellophan, non c'è il consiglio o la raccomandazione di chi vende.

Il quadro di Guttuso "La Vucciria" riproduce in un angolo un quarto di bue ed un macellaio. Alla Vucciria, mercato di Palermo c'è frastuono, vociare dei venditori, via vai dei clienti, in piazza della chiesa c'e' silenzio.

P.A. Gianni (circa 2004)