06August2020

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La rivoluzione di Milano

In questi giorni mi è capitato tra le mani un piccolo libro scritto da un anonimo dal titolo: Sulla Rivoluzione di Milano seguita nel giorno venti aprile 1814, Parigi Novembre 1814. Si tratta di un resoconto a caldo degli avvenimenti che hanno caratterizzato il passaggio dal dominio francese napoleonico di Milano a quello austriaco.

Ora si chiamerebbe un “instant book”. Il cosiddetto “anonimo” infatti e’ una persona ben informata dei fatti ed ha partecipato attivamente alla  rivoluzione (o almeno ne fu spettatore privilegiato).

I fatti: la notizia dell'abdicazione di Napoleone intervenuta l'11 aprile 1814 raggiunse Milano il 16 aprile e sollevò speranze di indipendenza. Il Senato fu convocato per il 17 e i senatori si divisero in due partiti: uno che aspirava ad un Regno d'Italia indipendente, in luogo dell'abdicante Napoleone, l’altro sosteneva il ritorno dell’Austria. Nel frattempo ci fu una rivoluzione di popolo fomentata dai filo-indipendentisti che culminò con l’uccisione ad ombrellate del ministro delle finanze Giuseppe Prina e l’assalto ad alcuni negozi e magazzini di Milano.

La sommossa popolare incominciò ad impensierire e spaventare i commercianti e la borghesia milanese tanto che essi favorirono l’arrivo degli austriaci per rimettere ordine in città. Il sogno di una Italia indipendente svanì nel giro di pochi giorni e ci volle quasi mezzo secolo per avere un' Italia unita ed indipendente.

Il libro e’ vivace, si legge come un romanzo dalla trama tragicomica. Basta pensare che tutto inizia con una lettera indirizzata al Senato del Regno d’Italia (allora Milano ne era la capitale) del Duca di Lodi, cancelliere guardasigilli della corona impegnato a Mantova a fronteggiare l’esercito austriaco. La lettera non e’ firmata da lui, ma dal suo segretario perché il Duca di Lodi e’ “impedito dalla gotta alla mano destra”. Poi la storia prosegue con tanti colpi di scena e decisioni del senato a dir poco pressappochiste, utopistiche e forse anche naif. Tra i senatori si trovava anche Federico Fagnani che parteggiò per l’indipendenza del Regno d’Italia.

Il libro venne ritirato frettolosamente dalle librerie dalla polizia austriaca ma alcune copie rimasero in circolazione. Leonardo Sciascia lo lesse e ne fece un racconto (Manzoni e il linciaggio di Prina). Sicuramente Alessandro Manzoni lo lesse e raccontò fatti analoghi nei Promessi Sposi (l’arrivo di Renzo a Milano e l’assalto al forno). Carlo Verri raccontò la stessa storia (quasi un’autodifesa) e Tommaso Grossi scrisse un poemetto in milanese facendo parlare il fantasma del Prina (Prineide).

Perché il libro e’ attuale? Mi sembra di rivivere gli stessi eventi a distanza di 200 anni con l’Italia in crisi finanziaria e di identità e l’avvento della “restaurazione” reclamata a gran voce da tutti. Allora arrivarono gli austro-ungarici a governare i milanesi, ora la Banca Centrale Europea, la Banca Mondiale ed il “mercato”. Passarono 50 anni di governo austriaco a Milano finché nel 1859, con la seconda guerra d'indipendenza, la Lombardia venne liberata dal dominio austriaco dai piemontesi.

Pierangelo Gianni