15September2019

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La piazza di Gerenzano dal 2002

foto dal satellite (google) foto dal satellite (google)
13 March 2014 Written by 

Gerenzano vista dal satellite

Su google maps si può vedere il mondo dal satellite, dalle più sperdute praterie della Mongolia alle aree urbane di Londra, New York e Shangai.

 

Colpisce vedere il confronto fra queste immagini recenti e la fotografia aerea scattata sul territorio di Gerenzano dall'IGM nei primi anni cinquanta. Sembrano due continenti diversi, tanto si è costruito in questi anni, dal '60 in poi. Oramai la città di Milano ed i quattro assi urbani che si dipartono da essa verso Monza - Lecco,  Legnano - Busto - Gallarate, Bergamo - Brescia e Saronno - Varese  sono una sola mega-città con la stessa densità abitativa praticamente su tutto il territorio, con punte anche superiori a 1.300.000 abitanti per kmq (Dati ISTAT, censimento 2001). 

La scelta di assecondare, se non favorire questo sviluppo tumultuoso anche a Gerenzano, dove siamo passati in 50 anni da circa 300 abitanti per kmq a più di 1000 abitanti per kmq è stata fatta a cuor leggero, senza valutarne le conseguenze. Viviamo in una delle zone più inquinate d'Europa. C'è il problema della mobilità delle persone e delle merci oramai irrisolvibile, se non con drastiche soluzioni impopolari come proibire l'uso degli automezzi personali (pedaggi, targhe alterne, blocco del traffico, ecc..). Le infrastrutture viarie in progetto come la Pedemontana e la Varesina Bis verranno pronte fra 15 -20 anni, se va bene, e allora non ci sarà più il problema della mobilità, ma della mancanza di carburante.

Abbiamo peccato di mancanza di programmazione frammentando gli interventi senza un disegno generale a cui attenerci, come se ogni paese fosse una repubblica a sé. Infatti vediamo le aree industriali di un paese a ridosso delle zone abitative dei paesi o città limitrofe. Saronno, come Legnano o Busto, si sono allargate erodendo tutto il loro spazio ed hanno invaso di fatto, con la loro espansione, tutto il territorio dei paesi confinanti. Miracolosamente sono rimaste intatte alcune fasce boschive, come quella del Bozzente. Va ricordato che i boschi lungo l'alveo artificiale del Bozzente non sono autoctoni, ma furono creati nel '700 dopo anni di furiose alluvioni causate dal disboscamento selvaggio del tradatese e di Pian Bosco. Allora i Borromeo, i Fagnani ed i Castelbarco crearono un consorzio per prevenire le alluvioni del Bozzente, rifecero l'alveo del Bozzente deviandolo in aree poco pregiate che vennero usate per disperdere l'acqua in eccesso delle piene. Anche oggi un'opera del genere sarebbe modernissima.
Ma noi abbiamo perso la memoria e siamo gente senza senza lungimiranza: costruiamo zone industriali nei boschi a fianco dell'alveo del Bozzente (vedi Cislago, alla Visconta), abbiamo creato la più grande discarica d'Europa sempre a fianco del Bozzente. Ora ci vogliamo costruire praticamente sopra la Varesina Bis.  La natura ha cicli diversi e più lunghi rispetto a quelli umani. Quello che una generazione non ha visto, non è detto che non si avvererà in futuro.

Che fare? Difendiamo con i denti il "salvabile". E' una guerra di trincea ed inesorabilmente con gli anni si perde qualche campagna a cui siamo legati, ma la salvaguarda dell'ambiente che  qualcuno considera una guerra oscurantista e retrograda è invece una scelta molto moderna, anzi modernissima. Sabato al mercato c'erano dei ragazzi delle scuole medie che distribuivano dei volantini di sensibilizzazione sui problemi ambientali. Se a Gerenzano ci fosse un premio da assegnare a qualcuno che ha fatto un'azione meritevole, quest'anno andrebbe di sicuro alla scuola media Enrico Fermi, ai suoi insegnati e studenti. Loro sono sulla strada giusta. Aiutiamoli.

Pierangelo Gianni (Novembre 2007)

Noed Ovest visto dal satellite (google)

Foto aerea IGM (1954)

Densià della popolazione in provincia di Varese



Redazione

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