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18 November 2013 Written by 

Requiem per la Cappuccina

Gerenzano 21 Febbraio 2004 - Anche la Cappuccina se ne e' andata. Sono bastate quattro spallate di una grossa ruspa per portarsi via un millennio di storia (e' la stessa introduzione e titolo che feci per l'osteria del Baraja, cambiano solo i nomi ed il numero degli anni).

 

Gerenzano e' in una fase di fermento edilizio spasmodico. Non si ricorda un momento cosi' frenetico dai tempi dei  condomini "Mini Garden" e "Stella" negli anni sessanta. Sembra che si abbia una fretta maledetta di concludere, come se il mondo dovesse finire domani. 

Per l'interesse dei pochi navigatori di questo sito riporto come doveva essere il Largo Fagnani nel 1850, e come potrebbe essere con un attento restauro, non con le ruspe, ma con lo scalpello per togliere il superfluo, con il pennello e con un buon risanamento sanitario.

I Palazzi di largo Fagnani sono stati costruiti alla fine del 1700. Nel rilievo di Gerenzano della meta' del settecento, largo Fagnani, cosi' come lo vediamo adesso, non esisteva ma c'erano delle case antiche che si affacciavano direttamente sulla via (praticamente dove ora finisce il marciapiede e ci sono i parcheggi).  Alla fine del settecento, il nucleo piu' antico e nobile del seicento (dove ci sono ora i vigili e la SCELAG) venne preservato e con un intervento urbanistico di tutto rilievo si costruirono le case del fattore Colombo (dove c'era il ciclista Zoni ed il panificio Cortellari) e le case dei famigli e dei servi (dove c'e' ora il medico Oliva ed i Barozzi). Venne preservato il cortile dei Corbetta, dove c'erano le stalle, il grande parco interno e vennero inglobati i cortili antichi dove c'e' la cappela privata della famiglia e forse c'era un monastero. In alcuni documenti si parla della corte detta "Cappuccina" che si affacciava nel parco del Marchese ed alcuni vecchi ricordano anche che nelle vecchie case che si sono abbattute in questi giorni nel cortile della pesa esistevano degli affreschi (perduti per sempre). 

Largo Fagnani nell'ottocento, e fino a poche decine di anni fa, era attraversato per tutta la sua lunghezza della roggia che partiva dal Bettolino ed andava a gettarsi nel laghetto del cortile della vecchia fornace. La Roggia era protetta da una balaustra in pietra, c'era un ponte per entrare nel palazzo del Marchese e due grossi cespugli di edera avvolgevano il balcone del Marchese. Uno stemma nobiliare dipinto sul muro sopra l'odierna cartoleria ricordava ai viandanti l'importanza del palazzo. Dove ora c'e' lo slargo dello studio del medico Oliva una fontana circolare ingentiliva la piazza.

Cosa e' successo l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni quando passiamo per largo Fagnani.

Cosa sta succedendo?

Basta guardare lo sbrego lasciato dalle case abbattute nel cortile della pesa. Basta guardare il disegno sbiadito che si trova appeso alla vetrina dello Zoni: sventramento del palazzo settecentesco del fattore Colombo, costruzione di abbaini ed archi, senza il minimo rispetto dell' importanza del palazzo. Nessuno dice di non intervenire e non risanare i palazzi storici. Si dice solo di intervenire in modo "soft", soffice, rispettando i volumi e le sembianze e.... per favore studiando la storia. Non e' possibile intervenire in un nucleo antico con una storia plurimillenaria (Celti, Romani, Longobardi, Franchi, Spagnoli, Italiani ed Austriaci) con le ruspe. Abbiamo perso per sempre quello che ci poteva dire della nostra storia la piazza della chiesa, ora non sapremo quello che poteva dirci la Cappuccina, domani il Palazzo del Marchese. Dopodomani non sapremo piu' chi siamo noi. Saremo un quartiere anonimo di Saronno (o lo siamo gia'?).

P.A. Gianni    

Alcune fotografie della corte della pesa (dove c'era la cappuccina)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                         



Redazione

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