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25 December 2013 Written by 

Uboldo e la sua parrocchiale

Gerenzano 24 Dicembre 2013 – Mi scuso con gli amici uboldesi, non  conosco la loro storia, ma due vecchie cartoline acquistabili su ebay e una immagine odierna presa da google mi hanno dato lo spunto per fare alcune considerazioni sul bello e sulla preservazione dei monumenti storici nei nostri paesi.

 Vi presento la sequenza delle fotografie:
 
La prima dovrebbe risalire ai primi del secolo scorso, attorno al 1900 e riprende la chiesa parrocchiale dei SS Pietro e Paolo di Uboldo. Si vede in primo piano il notevole campanile settecentesco (anno 1712, da wikipedia). La chiesa è vetusta con un portale barocco importante. Si accede alla chiesa lungo un viale alberato coronato da una fila di colonnine di pietra. Sulla sinistra c’era un giardino, mentre a destra,  addossata alla chiesa, troviamo la canonica il cui accesso è custodito da un muro di cinta e da un portone. 

Ora una foto dei primi anni ’60:

La chiesa vecchia sopravvive, ma nel retro sorge imponente la nuova Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, eretta in forme pseudobasilicali nel 1955 su progetto della Scuola Beato Angelico di Milano; l’edificio sorge sul luogo più antico di culto cristiano, ascrivibile al XII secolo, dove si susseguirono vari edifici religiosi.

La canonica è stata abbattuta e al posto del bel viale alberato c’è una spianata con una stele limitata  da colonnine e una ringhiera.

Veniamo ai giorni nostri:

 

La foto, da google, riprende la chiesa col suo piazzale antistante. La vecchia chiesa è stata abbattuta per dar posto alla sala della comunità. L’incantesimo del vecchio complesso col viale alberato è sparito definitivamente.
Un angolo di Uboldo dalla forte identità e memoria storica è stato banalizzato (scusate il termine) con una imitazione di basilica romanica e con la piazza, la cui funzione dovrebbe essere di aggregazione e festa, trasformata in un grande parcheggio.

E’ stato sacrificato alla modernità un angolo di Uboldo molto caratteristico. Mi piaceva di più prima.
Pier Angelo Gianni



Redazione

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