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15 January 2015 Written by 

Un'importante scoperta archeologica alla Girola distrutta “per non avere grattacapi”.

Pochi giorni fa ho ricevuto sulla casella postale di Gerenzanoforum questa mail che vi riporto:

Gorla Minore, 8 gennaio 2015

Buongiorno Sig. Gianni. mi chiamo Zaffaroni Maurizio di Uboldo, ora abito a Gorla Minore.

 

Lei magari si chiederà perché seguo notizie di Gerenzano? Ebbene, da ricerche effettuate da mio cugino Don Pierluigi Zaffaroni, il mio quadrisavolo Costantino era proprio Gerenzanese.

Comunque tralasciando questo piccola introduzione, vorrei farle vedere alcune foto scattate anni or sono all’epoca della costruzione del ponte sopra la ferrovia vicino al bar Nineau. In quegli anni studiavo al Collegio Arcivescovile e per andare a scuola passavo dalla Girola. Una mattina assistetti alla scoperta di una camera sotterranea fatta da una ruspa. Corsi a casa, presi la macchina fotografica e scattai alcune foto.

Nemmeno due ore dopo era già tutto spianato e mi dissero, quando chiesi spiegazioni, che quella camera era solo un vecchio pozzo perdente.

Chiesi informazioni a mio zio Felice Colombo, nato e cresciuto al Soccorso Nuovo, classe 1913, il quale sorridendo mi disse che mai aveva sentito notizie di un pozzo perdente, tanto più in mezzo alla campagna.

Le mando le foto, chissà mai che possa essere l’inizio di una nuova storia.

Allego sotto il mio recapito e gentilmente porgo distinti saluti.

ZAFFARONI MAURIZIO

(indirizzo allegato)

La vicenda si potrebbe collocare alla fine degli anni '80 quando chiusero il passaggio a livello del Nineau sostituendolo con il ponte che ora si percorre per andare da Gerenzano ad Uboldo.

Grazie alle foto di Maurizio, ragazzo molto curioso (allora frequentava la prima media) possiamo rivedere il reperto distrutto e dove si trovava, nonostante sopravvisse solo poche ore alla pala della ruspa.

Il manufatto era rettangolare, di mattoni, chiuso superiormente da una volta a botte. Dalla foto si vede che è chiuso su tre lati, ma non ne conosciamo la lunghezza. Che cos'era? Certamente non era un pozzo perdente!  Poteva essere una cisterna per l'acqua ad uso irriguo o abitativo adiacente ad una costruzione antica le cui fondamenta si dovrebbero trovare nelle immediate vicinanze.  E' vecchia? Dalla forma dei mattoni direi che il manufatto potrebbe risalire all'epoca romana o medioevale.  Dove si trovava esattamente? Dalle foto non è così evidente dove si trovasse. Maurizio mi ha spiegato che il reperto si trovava dove ora c'è la rotonda per la Cascina Girola, dunque in territorio uboldese.  Del resto si dice che in quella zona ci sarebbero dei resti archeologici non ancora scoperti, come pure nel territorio d Gerenzano nei campi a nord della strada che porta alla Cascina Soccorso.

Ora diamo libero sfogo alla fantasia. Una vecchia leggenda dice che c'era una galleria che congiungeva il monastero di San Giacomo al monastero della Cascina Soccorso. Non credo ci sia mai stata, anche perché tra le due chiese ci sono  degli avvallamenti  prodotti da secoli di cavazione dell'argilla  per fare i mattoni e nessuno, scavando, ha mai trovato questa galleria. Inoltre ci sono troppe risorgive per pensare che i nostri avi siano stati in grado di costruire una galleria tanto impermeabile da permettere il passaggio delle persone. Ma un condotto sotterraneo per convogliare l'acqua della risorgiva verso le case (o una villa romana) era tecnicamente possibile e facile, del resto i romani erano maestri nel costruire acquedotti. In conclusione la cisterna trovata potrebbe essere veramente un residuo di un acquedotto romano che forniva una villa o un complesso agricolo.

 

Non mi meraviglio che abbiano “ruspato” tutto in fretta, per evitare di interrompere i lavori e per non avere dei fermi cantiere che potenzialmente potevano durare dei mesi. Questa è l'Italia, nazione con troppi siti archeologici e spesso il ritrovamento di un reperto è visto più come un grattacapo che non una fortuna.  

E' da pochi anni che a Gerenzano si è abbattuta l'unica torre medioevale esistente e rifatta la piazza della chiesa senza prestare la minima attenzione ai possibili ritrovamenti archeologici. La “ruspa maledetta” è  ancora in funzione sotto i nostri occhi sempre più miopi e distratti. Per fortuna che c'è sempre qualche ragazzino con gli occhi curiosi e una macchina fotografica a tracolla che fissa sulla carta delle informazioni che andrebbero irrimediabilmente perdute.

Pier Angelo Gianni  14 gennaio 2015 

 

p.s se avete altre informazioni o notizie particolari scriveteci a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 Mappa satellitare della zona con l'indicazione del sito dove venne scoperta la cisterna

La zona durane ilavori per la costruzione del ponte



Redazione

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