18August2019

gerenzanoforum.it

La piazza di Gerenzano dal 2002

You are here: Home Immagini Corti L'osteria del Cavallino
29 October 2013 Written by 

L'osteria del Cavallino

In via XX Settembre, angolo via Roma si trovava l'osteria del Cavallino, o dal nome dei proprietari, del "Carera", la famiglia Carrera, per la precisione. Sto parlando degli anni '50 e '60 ed io ero bambino.

L'osteria del Cavallino era il punto d'incontro degli operai e dei contadini di Gerenzano, ed anche il luogo di svago per una partita a carte del mitico "Carleto dei Turia", Carlo Franchi.

 

I "Carera", marito, moglie e figlia, erano molto gentili ed assolvevano al ruolo di padroni di casa, piu' che meri e asettici distributori di quartini di barbera, bianchi e mazzi di carte.

Appeso al muro, in un lungo e buio corridoio che congiungeva la sala principale al cortile, c'era l'unico telefono pubblico di Gerenzano. Non di rado, quando noi ragazzi bazzicavamo in zona, ci toccava correre ad avvisare chi era desiderato al telefono, di solito ragazze chiamate dai fidanzati militari o chi avvisava casa dovendo ritornare dall'ospedale o da un lungo viaggio. Allora il telefono (nero, pesante e appiccicaticcio) incuteva un certo rispetto e le rare telefonate erano fatte per necessita', proprio quando non se ne poteva proprio fare a meno.

Il bancone era di legno scuro, imponente con alle spalle lo specchio e i ripiani con i liquori come il "Grigioverde", la grappa per le "correzioni", lo "Strega", il "Campari" lo "Stock 84" , la "Vecchia Romagna", il "Cordiale" e tanti altri liquori oramai caduti in disuso. Le sigarette erano ordinate per costo: le Alpha, le Nazionali semplici (pacchetto biancastro con la caravella), le Esportazioni con o senza filtro (pacchetto verde), le Macedonia e, per i piu' raffinati, le Serraglio dalla forma ovale. 

Oltre alla sala principale c'era una sala posteriore dove si giocava a carte. A dir la verita' dappertutto si giocava a carte, ma dietro c'era piu' tranquillita' e risevatezza, per veri giocatori di tresette, scopa liscia e ramino. La posta in gioco di solito era il bicchiere di vino, ma si favoleggiava che qualcuno avesse perso delle belle fortune su quei tavoli. 

D'estate il "Carera" metteva le sedie ed i tavolini in alluminio fuori dalla porta principale su uno spiazzo di cemento con dei grossi vasi di oleandro. Una pergola d'uva americana lo ombreggiava. L'uscita dei tavolini e la comparsa sul muro della tabella dei Gelati Motta e dei ghiaccioli Bistefani, erano il segnale inconfutabile che l'estate e le vacanze erano arrivate. La prima "coppa del nonno" l'ho gustata proprio seduto sul muretto fuori dal Cavallino. 

P.A. Gianni (Aprile 2006)

 

La casa sullo sfondo era dei "Gelati". C'era la cartoleria (prima a sinistra) ed il negozio della "Regina Gelati" che vendeva spolette di cotone, calze ed indumenti intimi

 

 

 

 



Redazione

GERENZANOFORUM è una piazza virtuale ideata per promuovere il dialogo tra le persone e esporre temi di interesse per i cittadini di Gerenzano.

Website: www.gerenzanoforum.it

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.

Perchè noi

  • Novità

  • Ode alla vita

  • Piccola guida

La secchia perduta e ritrovata. La secchia perduta e... 2016-02-20 - Circa un anno fa ho scritto di un ritrovamento a... More detail
La Casa del Popolo di Gerenzano La Casa del Popolo di... 2015-03-23 - Gerenzano, 21 marzo 2015 - Oggi, mia cugina mi... More detail
Il mulino della Girola Il mulino della Giro 2015-01-21 - Gerenzano 20 gennaio 2015 - Dopo aver visto le foto... More detail

Sample photo....Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi
non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Martha Medeiros

Read more

Sample photoErri De Luca: Onore ai poeti che aiutano a vivere -Tratto da “Il Mattino”, 13 settembre 2002

Quando c’è poco tempo e bussano alla porta, battono la città con artiglieria, quando brucia, quando sei solo in un letto d’ospedale, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è corto, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva: e arriva.

Negli assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono poesie. Il partigiano jugoslavo Ante Zemliar ne scriveva durante la guerra in montagna contro i nazifascisti. Le scriveva su quaderno. In sua assenza i compagni la trovarono e con la carta fecero sigarette. Non c’era molto per fumare e Ante sa che anche così le sue poesie hanno avuto respiro. Il partigiano Zemliar dopo la guerra vinta ha fatto cinque anni di prigionia nella colonia penale di Tito, Goli Otok, isola nuda. Anche lì scriveva poesie con un pezzetto di carbone nell’unghia su pezzi di cartone, di nascosto. Nel ghetto di Lotz nel 1943 Isaia Spiegel scriveva nel suo yiddish braccato: "Il mio corpo è un pane/calato in un calice di sangue"

Read more