22September2019

gerenzanoforum.it

La piazza di Gerenzano dal 2002

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I muri di Gerenzano sono ricchi di storia.

Il tempo sgretola gli intonaci e mette a nudo i mattoni e le pietre svelando il passato e le diverse tecniche di costruzione utilizzate nei secoli. I muri distinguono un luogo da un altro, una via o una corte e ci fanno sentire di essere ritornati a casa.
 

Via Quarto dei Mille, muro di serizzo

 

Muro nella Corte della Pesa con alternanze di pietre e mattoni (di che epoca è?)

 

 

Muro di sostegno del fontanile di San Giacomo

 

 
Muro con finestrella in via Quarto dei Mille

 

Muro di recinzione in via Fagnani

Il muro della De Angeli

La porta di ferro della portineria della De Angeli

Traforo di cascina in via Montenero



Redazione

GERENZANOFORUM è una piazza virtuale ideata per promuovere il dialogo tra le persone e esporre temi di interesse per i cittadini di Gerenzano.

Website: www.gerenzanoforum.it

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Sample photo....Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi
non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Martha Medeiros

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Sample photoErri De Luca: Onore ai poeti che aiutano a vivere -Tratto da “Il Mattino”, 13 settembre 2002

Quando c’è poco tempo e bussano alla porta, battono la città con artiglieria, quando brucia, quando sei solo in un letto d’ospedale, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è corto, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva: e arriva.

Negli assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono poesie. Il partigiano jugoslavo Ante Zemliar ne scriveva durante la guerra in montagna contro i nazifascisti. Le scriveva su quaderno. In sua assenza i compagni la trovarono e con la carta fecero sigarette. Non c’era molto per fumare e Ante sa che anche così le sue poesie hanno avuto respiro. Il partigiano Zemliar dopo la guerra vinta ha fatto cinque anni di prigionia nella colonia penale di Tito, Goli Otok, isola nuda. Anche lì scriveva poesie con un pezzetto di carbone nell’unghia su pezzi di cartone, di nascosto. Nel ghetto di Lotz nel 1943 Isaia Spiegel scriveva nel suo yiddish braccato: "Il mio corpo è un pane/calato in un calice di sangue"

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