22January2019

gerenzanoforum.it

La piazza di Gerenzano dal 2002

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Friday, 07 February 2014 01:59

Gerenzano, un bivio di strade romane

Camminando per le strade del paese centro o che portano fuori, verso altri centri, cascinali, boschi, non vi è mai venuto il pensierodi quanti piedi abbiano calpestato quei sentieri? E le strade? Quelle vecchie di sempre, quanti nomi hanno potuto cambiare nei secoli! E la stessa disposizione dei terreni, quelli ancora incontaminati da lottizzazioni recenti, sono tutti disposti a raggera intorno al nucleo centrale. Quanti quesiti! Non tutti però sono senza risposta.

Wednesday, 25 December 2013 02:49

Uboldo e la sua parrocchiale

Gerenzano 24 Dicembre 2013 – Mi scuso con gli amici uboldesi, non  conosco la loro storia, ma due vecchie cartoline acquistabili su ebay e una immagine odierna presa da google mi hanno dato lo spunto per fare alcune considerazioni sul bello e sulla preservazione dei monumenti storici nei nostri paesi.

Saturday, 07 December 2013 00:25

Cascina Inglesina

Gerenzano 21 Ottobre 2005 - Buongiorno, mi chiamo Cristina e abito in Cascina Inglesina a Gerenzano.
Mi piacerebbe sapere qualcosa sulla bella cascina in cui vivo: storia, origini, insomma..tutto quel che si può sapere. Vi ringrazio infinitamente,   Cristina

Questa mail mi ha convinto a riordinare tutte le notizie sulla Cascina Inglesina in mio possesso e a formulare delle ipotesi che, come sempre, andrebbero verificate sul terreno o con dei documenti storici (vecchi rogiti, lettere, disegni, fotografie).

Tuesday, 26 November 2013 01:06

Il tetto della scuola media e' volato

Gerenzano, 20-11-2004  Scuola media E. Fermi - Io non c'ero, mi hanno mandato queste foto.
Il vento sarà stato fortissimo per creare questo sconquasso, buona parte dei fogli di lamiera che ricoprivano il tetto della scuola media sono volati sulle case dei vicini per alcune decine di metri danneggiando tetti, infissi e grondaie.

Sunday, 24 November 2013 23:38

Son tornate le campane

Gerenzano, 2 Aprile 2004 - Dopo sei mesi di restauro sono tornate le campane. Una giornata di trambusto con la possente gru al lavoro per mettere al loro posto le campane, e tanti curriosi col naso per aria.

Sunday, 24 November 2013 23:18

Gerenzano vista dall'alto

Gerenzano, 2004 - Bella giornata di sole, ventosa, la prima di primavera, ottima per fare foto dall'alto. Gerenzano vista dall'alto e' bella, interessante.

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La secchia perduta e ritrovata. La secchia perduta e... 2016-02-20 - Circa un anno fa ho scritto di un ritrovamento a... More detail
La Casa del Popolo di Gerenzano La Casa del Popolo di... 2015-03-23 - Gerenzano, 21 marzo 2015 - Oggi, mia cugina mi... More detail
Il mulino della Girola Il mulino della Giro 2015-01-21 - Gerenzano 20 gennaio 2015 - Dopo aver visto le foto... More detail

Sample photo....Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi
non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.

Martha Medeiros

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Sample photoErri De Luca: Onore ai poeti che aiutano a vivere -Tratto da “Il Mattino”, 13 settembre 2002

Quando c’è poco tempo e bussano alla porta, battono la città con artiglieria, quando brucia, quando sei solo in un letto d’ospedale, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è corto, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva: e arriva.

Negli assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono poesie. Il partigiano jugoslavo Ante Zemliar ne scriveva durante la guerra in montagna contro i nazifascisti. Le scriveva su quaderno. In sua assenza i compagni la trovarono e con la carta fecero sigarette. Non c’era molto per fumare e Ante sa che anche così le sue poesie hanno avuto respiro. Il partigiano Zemliar dopo la guerra vinta ha fatto cinque anni di prigionia nella colonia penale di Tito, Goli Otok, isola nuda. Anche lì scriveva poesie con un pezzetto di carbone nell’unghia su pezzi di cartone, di nascosto. Nel ghetto di Lotz nel 1943 Isaia Spiegel scriveva nel suo yiddish braccato: "Il mio corpo è un pane/calato in un calice di sangue"

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