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REQUIEM PER
LA "GIUANETA", IL PALAZZO DEL FATTORE
Gerenzano, 20 Ottobre 2004
Oramai sono tre i requiem, dopo l’osteria del
Baraja, la Cappuccina ora e’ toccato al palazzo settecentesco del fattore
del marchese Fagnani, detto della "Giuaneta" dal nome dell'ostessa che
gestiva l'osteria al piano terra. Gerenzano e’ diventato un cimitero di palazzi e case
storiche. Il centro storico, da nucleo da valorizzare, si e’ trasformato in
terra da conquistare a colpi di ruspa. Sembra che Gerenzano sia stato
attaccato da un cancro che lo divori poco a poco, ed inesorabilmente.
Ma come mai sta avvenendo tutto questo?
Perche’ un paese mediamente ricco, con gente
istruita, diplomati, laureati e professionisti non ha l’amore per il bello?
Perche' a Gerenzano la memoria storica
da' solo fastidio?
Perche’ non siamo in grado di valorizzare
quello che abbiamo?
Perche’ mettiamo una targa per ricordare la
corte della crus e poi il giorno dopo abbattiamo uno dei palazzi storici del
paese?
Perche’ i nostri professionisti ed i loro
committenti non tendono al bello ma vogliono solo ottenere il massimo
riscontro economico dai loro investimenti?
Perche’ dobbiamo vedere i sottotetti ed i vespai
areati trasformarsi in cucine, camere da letto e salotti?
Perche’ Firenze, Milano o Roma non abbattono i
loro palazzi settecenteschi e noi si’?
Perche’ svendiamo i nostri campi per un piatto
di lenticchie?
Perche' chi occupa la "cadrega" dopo poco
tempo gestisce in modo "assoluto" la cosa pubblica?
Le risposte sono semplici, ma mi piacerebbe
che ognuno di noi si dia delle risposte e se lo ricordi quando dovrà
scegliere.
P.A. Gianni
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