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Il Parco degli Aironi visto dal satellite. Si noti che i boschi del Bozzente sono rimasti l'ultimo nucleo verde di tutta la zona che ha subito un inurbamento spaventoso.

 

IL FUTURO DEL PARCO DEGLI AIRONI

Ho letto l’intervento sul Parco degli Aironi e volevo esprimere una mia opinione su uno dei punti sollevati: la necessità di avere una gestione. Leggo da tanto tempo solo critiche su questo punto ma non ho mai visto delle effettive proposte su come risolvere il problema e credo sia molto importante rendersi conto che probabilmente non esiste una soluzione così semplice.

Occorre per prima cosa fare una premessa:

-         Il Parco è un’area destinata ad un uso pubblico e su questo penso sia stato fatto un ottimo lavoro, compiendo un buon recupero ambientale e consegnando un parco alla collettività. In ogni caso mantiene anche una certa importanza naturalistica, pur tenendo presente le limitate dimensioni, il Parco presenta una fauna “tipica” molto interessante. Parlando di fauna non mi riferisco agli animali per così dire più visibili (daini, cervi e mufloni) ma soprattutto a molte specie di uccelli che vi vivono o anche solo vi sostano durante le varie stagioni.

Queste premesse sono state fatte per cercare una possibile risposta alla domanda: chi potrebbe gestire il Parco?

-         Una società/azienda/impresa privata: una qualsiasi società privata ha come scopo quello di ricavare un utile o un beneficio. Escludendo la possibilità di far pagare un biglietto d’ingresso, potrebbe eventualmente ottenere visibilità (eventi, cartellonistica, spazi sponsorizzati, ecc). Per questo limito la scelta ad un’azienda che operi nel settore del giardinaggio o dell’agricoltura.

-         Un istituto scolastico legato al mondo del “verde” che potrebbe trovare nel Parco un utile campo pratica dove svolgere esercitazioni.

-         Un’associazione ambientalista o legata alla tutela dell’ambiente: in questo caso un’associazione dovrebbe garantire la massima tutela dell’ambiente (fauna e flora), d’altro canto però non potrebbe limitare troppo la fruibilità del parco.

In breve, nel primo caso è molto difficile che una società privata sia effettivamente interessata a questo tipo di gestione, perché il Parco sarebbe un costo – non indifferente – e “l’utile” ricavato forse non  sarebbe sufficiente. Nel terzo caso (sul secondo mi esprimo più avanti) invece il parco potrebbe non avere i requisiti ambientali per rientrare in questo tipo di gestione. Per questo forse la soluzione ideale sarebbe quella di una sorta di co-gestione o co-marketing con l’amministrazione comunale. Ammettendo di percorrere questa strada – che forse è l’unica – ecco come potrebbe presentarsi lo scenario: 

1)      Azienda operante nel settore del verde (Giardinaggio, Agricoltura, ecc)

Gestione: l’azienda curerebbe il verde all’interno del parco (sfalcio prati, potature alberi, mantenimento aiuole, impianto d’irrigazione, ecc)

Obiettivo: Visibilità e comunicazione – l’azienda avrebbe la possibilità di comunicare e far conoscere i propri prodotti ad un suo target di riferimento attraverso:

-         Giornate dedicate alla presentazione di prodotti, in modo non invasivo ad ex un produttore di attrezzature per il giardinaggio potrebbe far conoscere tutti i suoi prodotti in maniera pratica.

-         Distribuzione volantini o cataloghi ai visitatori o tramite appositi contenitori all’ingresso.

-         Cartellonistica non invasiva all’interno del parco (qualcosa di simile a quello che oggi è fatto con alcune rotonde).

Contro: dal punto di vista dell’utente potrebbe esserci una pubblicità non gradita o ritenuta invasiva; dal punto di vista dell’azienda il costo è in ogni caso elevato e potrebbe non “incontrare” il suo effettivo target di riferimento.

2)      Istituto scolastico legato al settore del verde (Perito Agrario, scuola di formazione,ecc)

Gestione: In questo caso la scuola userebbe il Parco come campo pratica per i propri studenti che devono apprendere come gestire e curare il verde.

Obiettivo: Oltre ad avere un utile campo pratica con il quale istruire meglio gli studenti, la scuola potrebbe ugualmente utilizzare il parco per aumentare la sua visibilità e veicolare informazioni. Anche in questo caso si potrebbero utilizzare o proporre gli stessi strumenti sopra citati.

Contro: generalmente quasi tutti gli istituti che operano nel settore del verde sono già ampiamente dotati di “campi pratica” ed inoltre dovrebbe necessariamente trovarsi in zona per non incidere troppo sui costi di trasferimento.

3)      Associazione ambientalista

Gestione: si occuperebbe della gestione del verde, mantenimento sentieri, operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Obiettivo: potrebbe da un lato dare visibilità all’associazione e dall’altro tutelare soprattutto l’aspetto ambientale del parco (fauna e flora).

Contro: dal punto di vista dell’utente potrebbe esserci una minore fruibilità in determinati periodi o zone secondo le necessità. Dal punto di vista dell’associazione dovrebbe avere un numero sufficiente di volontari che possano occuparsi costantemente delle opere sopra citate inoltre il parco potrebbe non presentare determinati requisiti ambientali.

Esiste un’ultima possibilità e forse è anche la più praticabile. Creare una sorta di comitato o associazione parco in accordo con l’amministrazione in modo da gestire il Parco degli Aironi e il futuro Parco Sovracomunale. Questo comitato/associazione sarebbe formato da volontari che presterebbero quindi gratuitamente parte del proprio tempo libero; eventualmente l’amministrazione potrebbe predisporre corsi specifici per alcuni responsabili (ex: corso per diventare Gev – Guardia ecologica volontaria). In questo modo, l’amministrazione potrebbe ridurre alcune voci di spesa, come quelle dedicate alla tutela del verde, opere di manutenzione ordinaria (potature, sentieri, pulizia del bosco, ecc..) e gli stessi utenti potrebbero ugualmente avvantaggiarsi di un parco sempre curato e disponibile con orari più “lunghi”. L’opera di tutela poi si estenderebbe su tutto il territorio del parco sovracomunale che ne avrebbe sicuramente bisogno.

In fondo il parco “appartiene” un po’ a tutti noi, perché quindi non dedicare parte del nostro tempo libero per gestirlo?

Lorenzo Turconi   (Gerenzano 27 Giugno 2005)

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Grazie Lorenzo, il tuo intervento potrebbe essere il punto di partenza per un dibattito (aperto a tutti i visitatori di Gerenzanoforum) sul futuro del parco.

Dico anche la mia: Per gestire un parco di quelle dimensioni occorrono soldi, e tanti soldi.

Alcune idee "a mente libera":

Trovare un gestore per il bar che lo faccia funzionare veramente (panini, piatti freddi, mini ristorante, bibite e gelati, noleggio campi da tennis) e che quindi in cambio si prenda cura della guardiania e la pulizia della zona bagni e bar, e con l'affitto (moderato) paghi, almeno in parte un gruppo di volontari che accudisca il verde, il comune  contribuisca con la parte mancante, in termini di personale e soldi.

Secondo me i mufloni e gli altri animali "grossi" andrebbero riportati dove li hanno trovati (un grosso errore averli portati al parco). Si risolverebbe l'80% dei problemi, fanno solo danno e riducono il parco a una sorta di zoo spellacchiato ed anacronistico.

Una soluzione, che in fondo e’ anche la tua: Societa’ mista privata/pubblica che gestisca il futuro parco sovracomunale. Ma l’attuale amministrazione di Gerenzano vuole andare da sola, non vuole mischiarsi con quelli di Uboldo, di Origgio, Rescaldina o Cislago. Peccato.

Ciao

PierAngelo Gianni

Scriveteci i vostri commenti


(Gerenzano, 27 Giugno 2005)

Colgo l'occasione data dall'interessante e preciso intervento di Lorenzo per ricordare che durante il Consiglio Comunale del 27/09/04 avevamo presentato come Gruppo Ulivo una mozione per instaurare una società pubblica, la "Gerenzano Servizi", che   sarebbe servita anche per la gestione del Parco Aironi. Ci sembrava infatti una buona idea, sulla base dell'ottimo funzionamento che sta avendo, una società di questo tipo, nella vicina Saronno dove viene utilizzata per   la gestione delle strutture pubbliche. Questa nostra proposta fu bocciata dalla nostra maggioranza leghista.

Ho raccontato questo episodio perché spesso si sente dire che l'opposizione si limita solo a criticare ma non è in grado di fare proposte, ma la realtà è assai diversa; le proposte fatte dall'opposizione Ulivista vengono regolarmente bocciate dalla maggioranza Leghista solamente perché non vogliano adottare idee che non provengono dalle loro menti.

Purtroppo tutto questo passa inosservato in quanto la presenza di cittadini gerenzanesi ai Consigli Comunali è praticamente nulla.

Penso che anche le proposte di Lorenzo possano essere prese in considerazione, anche se comunque tutte rivolte alla gestione della flora e della fauna, che è sicuramente la più impegnativa ma non l'unica; non dimentichiamoci che all'interno del nostro parco ci sono anche delle strutture che sono state costruite ma mai utilizzate perché non si è mai saputo come gestirle: bar e campi da bocce.

 

E' comunque notizia degli ultimi giorni che Gerenzano voglia acquistare delle quote della Saronno Servizi ed entrare in società; speriamo che questa possa essere una soluzione

 

Marco Franchi