L’idea di parco nasce, 7 anni or sono, quando
tre amministrazioni - Gerenzano, Uboldo e Origgio - diedero il via, con una
dichiarazione d’intenti, all’iter per il riconoscimento del P.L.I.S.
Oggi,invece, al punto 1 della delibera di
giunta provinciale già citata troviamo menzionato tra i richiedenti il
riconoscimento del parco solo ed esclusivamente il comune di Gerenzano.
Perché?
Non si dica che gli altri comuni non sono
più interessati perché, all’ufficio tecnico di Gerenzano, nel fascicolo
inerente al PLIS, ci sono almeno 4 lettere, prive di risposta, spedite
nell’anno in corso dalle amministrazioni dei comuni di Uboldo e Origgio in
cui si chiede con urgenza un incontro al fine di proseguire l’iter di
riconoscimento del parco…
Sono state prodotte dai tecnici del Parco
Groane due relazioni tecniche di proposta del parco differenti tra loro: una
per conto dei tre comuni – Gerenzano, Uboldo e Origgio - l’altra solo per
conto del comune di Gerenzano. Quale delle due è stata presentata in
Provincia?
Qual è il senso tecnico-scientifico di un
parco come questo? Anche se l’interesse sovracomunale può essere
rappresentato dalle sole caratteristiche del territorio di un singolo
comune, sappiamo che è fondamentale la tutela dei corridoi ecologici e
quindi, in questo caso, fondamentale sarebbe tutelare l’area del bacino
Olona-Bozzente(da Origgio fino a Lonate Ceppino). A nord molto si sta
facendo, mancava solo la tutela delle aree nei comuni di Gerenzano, Uboldo e
Origgio: perché fermarsi a Gerenzano?
Inoltre perché non è stato reso pubblico
tutto il processo?
È noto che il comune di Origgio ha desistito
dalla concessione a costruire sul bosco del conte, inoltre l’amministrazione
di Uboldo non ha approvato e non approverà il piano cave, il recupero delle
cave a zona industriale, il nodo intermodale e la varesina bis mentre
Gerenzano non è mai stato contrario a questi progetti ed in alcuni casi è
stato addirittura il promotore.
Abbiamo letto con attenzione le relazioni
redatte dal Dr. Frezzini del Parco delle Groane in cui è chiaro che il
territorio in questione è interessante, tutelabile ed anche che le normative
tecniche sono diverse ed andrebbero uniformate qualora si istituisse un
parco sui tre comuni.
Temiamo quindi che questo sia anzitutto un
modo per approvare il piano cave in prima istanza non approvato da Gerenzano(una
“fine” mossa politica?) ma anche un modo per inserire ai confini del
piccolissimo parco altri devastanti progetti come nodo intermodale e zone
industriali nel pieno dei boschi (quest’ultima è una pessima idea per il
recupero di un nuovo lotto concesso alla cava Fusi dall’amministrazione di
Gerenzano).
Quindi, qualora gli altri comuni dovessero
aderire ad un parco già costituito, dovrebbero adeguare le proprie norme
tecniche a quelle di Gerenzano con il risultato di far entrare anche nei
loro piani regolatori gli sconvolgimenti menzionati. Pura dietrologia?
Chiediamo all’amministrazione di Gerenzano
ed in particolare all’assessore all’ecologia, Sig.ra Vanzulli, di chiarire
le proprie intenzioni attraverso una pubblica assemblea e chiediamo a tutte
le forze politiche, in particolare a quelle rappresentate in consiglio
comunale, di richiedere una seduta di consiglio aperta affinché si renda
pubblica la situazione e si discuta per tornare al progetto originale che
aveva la medesima paternità ma certamente era un vero Parco Locale
d’Interesse Sovracomunale! Un parco dovrebbe migliorare la vita dei
cittadini (Green-belts anglosassoni) e non essere un pretesto per far
avanzare progetti che minacciano seriamente la salute pubblica.
Comitato PLIS di Gerenzano
21 Dicembre 2004