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ACQUA POTABILE DEI POZZI
DI GERENZANO, ACQUA MINERALE: DOV’E’ LA DIFFERENZA?
L’acqua non è più un bene inesauribile da poter sfruttare a piacimento senza
doversi preoccupare di una sua eventuale scarsità. Oggi, con l’enorme
espansione edilizia e l’aumento esponenziale del suo consumo, l’acqua è
diventata un bene prezioso anche in provincia di Varese.
In Italia si usano circa 980 metri cubi d’acqua annui pro-capite. Siamo i
primi consumatori d’acqua in Europa e al terzo posto nel mondo dopo Usa e
Canada. Solo il 19% dell’acqua ha fini domestici: la maggior parte viene
usata in agricoltura e nel settore industriale. Purtroppo una quantità
compresa tra il 30 ed il 50% dell’acqua si perde nel terreno a causa di
consistenti perdite delle reti di distribuzione.
Le «acque destinate al consumo umano» sono “le acque trattate o non
trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande,
o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse
fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o
in contenitori.”. Invece le acque minerali naturali sono: “acque che,
avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o
più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche
particolari e proprietà favorevoli alla salute".
Negli ultimi anni e grazie alla martellante pubblicità, le acque minerali e
oligominerali (cioè a basso contenuto di sali minerali) vengono usate come
acque da tavola in sostituzione di quella del rubinetto, anche se la maggior
parte di tali acque non si distinguono dalle normali acque potabili.
I requisiti di qualità delle acque potabili sono disciplinati dal decreto
31/01 tramite una serie di parametri microbiologici e chimico-fisici i cui
valori non devono superare determinate concentrazioni.
Dal sito della
SOGEIVA ho preso le analisi chimico-fisiche delle acque potabili dei
quattro pozzi di Gerenzano:MONTEROSA, 1° MAGGIO, MANZONI, ISONZO e ho
confrontato i parametri dei campionamenti di verifica e di routine dei
prelevamenti del 2005 e 2006 con quelli riportati sulle etichette di tre
acque minerali ed una oligominerale a larghissima diffusione nazionale. Come
si può vedere dalla tabella, non ci sono differenze apprezzabili tra di loro
e mostrano che l’ acqua potabile di Gerenzano è ottima e non sfigurerebbe
con quelle in bottiglia vendute sui bancali del supermercato.

tabella di confronto acqua potabile/minerale
Alla Sogeiva vorrei fare un unico appunto: per favore aggiornate i
bollettini delle analisi sul vostro sito, ne guadagnerebbe la vostra
immagine.
Ma dunque dov’è la differenza? La differenza sta senza dubbio nel prezzo: un
metro cubo di acqua potabile (1000 litri) a Gerenzano costa in media 20
centesimi di euro mentre una bottiglia di acqua minerale contenente 1,5
litri può costare tra i 20 e i 50 centesimi di euro. E’ facile capire la
sproporzione tra i costi:l’ acqua minerale costa mediamente tra 130 e 330
euro al metro cubo, la nostra 20 centesimi di euro!
A questi vanno poi aggiunti i costi dello smaltimento delle bottiglie vuote.
Ogni italiano (e quindi ogni gerenzanese) consuma mediamente 172 litri di
acqua minerale in un anno, vuol dire più di 100 bottiglie di plastica e 20
di vetro. A Gerenzano ci sono 10000 abitanti, dunque quasi 1.000.000 di
bottiglie di plastica e 200.000 bottiglie di vetro da smaltire ogni anno,
Naturalmente i relativi costi li paghiamo noi con la tassa sui rifiuti.
Oltre a questo c’è il problema dell’impatto ambientale dovuto al trasporto
su gomma delle bottiglie, con spostamenti del tutto irrazionali che portano
acque del sud al nord e viceversa. Un camion può trasportare circa 25.000
litri d’acqua minerale quindi sono necessari ogni anno circa 70 viaggi.
Beviamo acqua del rubinetto, è fresca naturalmente e si risparmia.
Pierangelo Gianni (14 Giugno
2007)
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