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Meglio non sporcare che
pulire
La sporcizia disseminata nei boschi
rappresenta un problema serio. Vi si trova veramente di tutto ed è
impossibile capire per quale ragione uno che deve liberarsi di cose inutili
scelga di dirigersi verso un bosco invece di recarsi alla piattaforma
ecologica. E' doveroso complimentarsi con chi già si impegna silenziosamente
a pulire qualche angolo di bosco.
Ma io vorrei richiamare l'attenzione sulla
grande sporcizia disseminata lungo tutte le strade di Gerenzano (come di
ogni paese intorno). E' tanta la sporcizia, magari minuta, ma tanta!
Uno mangia una caramella e getta la carta,
fuma l'ultima sigaretta e getta il pacchetto vuoto, si soffia il naso e
butta il fazzoletto di carta con le sue schifezze (a proposito, è
incredibile quanti ragazzi abbiano il disgustoso vizio di sputare). Avete
notato quanto sono sporche le piastrelle di gres della piazza intorno alle
panchine?
Molti portano a spasso il cane: avete mai
visto un padrone raccoglierne gli escrementi? Eppure sarebbe obbligatorio.
Ci sono angoli di palazzi che hanno cambiato colore perché sono diventati
ritrovo abituale di cani che vi vanno ad orinare mentre a due metri di
distanza, col guinzaglio in mano, il loro padrone attende "comprensivo". Mai
che questi padroni di cani si fermino vicino alla propria porta di casa,
vanno sempre davanti a quella degli altri!
Si potrebbe continuare quasi all'infinito. Non
ci sono alibi. Se nelle vicinanze non c'è un cestino, certamente ci sono le
tasche. Molti automobilisti hanno un'incomprensibile fretta di liberarsi di
un pezzo di carta o di una bottiglia di plastica, non possono portarsela a
casa?
Io vorrei invitare ad osservare con un po'
d'attenzione i cigli delle nostre strade, magari potremmo scoprire che
basterebbe davvero poco per rendere un po' meno brutto l'ambiente in cui
viviamo.
A tanti di noi sarà capitato di andare in
altri paesi, anche vicini, dove non vedi per terra una carta di caramella
"neanche a pagarla".
Tutto è pulito, le case sono tinteggiate,
quasi tutti i davanzali sono abbelliti da fiori, i marciapiedi non sono
sconnessi e i cordoli non sono divorati da erbacce di ogni tipo. La
segnaletica non è deturpata da scritte e adesivi di partito, il verde
pubblico è ben curato. Sto parlando di paesi fantastici? No, sono luoghi
reali dove ti sembra che viverci abbia tutto un altro sapore.
Mi sono chiesto tante volte: perché da noi non
è possibile? Cosa hanno in più di noi svizzeri, austriaci, ungheresi...?
Io non ho soluzioni ma qualche proposta sì.
Per prima cosa direi che dovremmo imparare a guardarci intorno con meno
fretta e superficialità perché, se il brutto diventa un'abitudine, finisce
che non lo vediamo più. Poi dovremmo imparare a comportarci di conseguenza
ma soprattutto insegnare ai nostri figli qualche regola comportamentale.
Dovremmo sollecitare la scuola, dall'asilo alla media, a riscoprire anche
questa dimensione della sua funzione educativa. Dovremmo imparare tutti a
sentire nostra la cosa pubblica, per esempio, mantenendo pulito il
fronte-strada della nostra abitazione. E' incredibile quante villette con un
giardino curatissimo abbiano davanti, all'esterno della recinzione, un
ciglio stradale pieno di sporcizia ed erbacce di mezzo metro.
Chiederei anche all'amministrazione comunale
di mostrare più sensibilità per questi aspetti ambientali, potenziando il
servizio di pulizia delle strade. M'è capitato di vedere un addetto in
piazza della chiesa che faceva "acrobazie" per far entrare in un sacco le
foglie raccolte: gli mancava un carrello reggi-sacco e il sacco vuoto "non
voleva stare in piedi da solo"!
Infine, propongo di rilanciare le iniziative
di pulizia straordinaria delle strade e boschi coinvolgendo i cittadini, ma
con particolare riguardo ai giovani ed anche ai ragazzini. Capisco che sono
iniziative con qualche risvolto anche un po' delicato, ad esempio in ordine
alla sicurezza, ma sono convinto che un'adeguata organizzazione possa
superare le difficoltà consentendo di raggiungere due obiettivi: Pulire il
paese e, quel che più conta, sensibilizzare ed educare i giovani meno
attenti. Non perché i meno giovani siano di per sé più sensibili, ma perché,
come tutte le trasformazioni culturali e di costume, anche questa deve
partire dalle generazioni degli uomini di domani. Come fa un ragazzo che
oggi è andato in giro a pulire le strade, a buttare per strada domani il
chewing-gum che fatalmente finirà appiccicato alla suola delle mie (o delle
tue) scarpe?
Franco Detomi
10/02/07
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