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Il Futuro......gli
effetti di "Katrina"
Il prezzo della benzina in America ha raggiunto in
alcune stazioni di rifornimento i 4 dollari al gallone (semplificando,
un dollaro al litro). Per l’automobilista medio americano e’ uno shock
che nessuno avrebbe mai nemmeno immaginato poche settimane fa.
”Hurricane Katrina”, oltre alle migliaia di morti, allo sfaldamento
della societa’ civile ed i pesanti danneggiamenti dei centri abitati, ha
costretto a chiudere le piattaforme petrolifere del golfo del Messico
che producono circa un quarto della produzione americana ed alcune
raffinerie con una riduzione del 10% della capacita’ nazionale di
raffinazione. Due oleodotti che fornivano petrolio ai centri di
distribuzione della “eastern coast” sono stati chiusi per problemi
elettrici alle centrali danneggiate dall’uragano; quando verranno
riaperti totalmente non e’ ancora certo e molti centri di distribuzione
devono far fronte alla richiesta degli automobilisti solo con le loro
scorte. Alcuni analisti dicono che l’impatto sui consumatori e
sull’economia americana sara’ molto pesante riportando a fine anno il
PIL dall’attuale + 3% a zero.
Colpisce la fragilita’ del sistema iperspecializzato che
si basa sulle infrastrutture, sull’energia e sul consumo. Tutto e’
regolato come un orologio svizzero e basta che uno dei fattori venga
meno (o peggio, tutti) che il sistema economico e sociale crolla
lasciando posto alla legge della giungla. Il problema locale si propaga
a vista d’occhio e la calamita’ a New Orleans si ripercuote fino alle
pompe di benzina di San Francisco in pochi giorni.
L’uragano Katrina ha minato le convinzioni piu’ intime
del cittadino americano, forse piu’ dell’11 Settembre e finalmente
GeorgeW. Bush ha chiesto alla gente di risparmiare sulla benzina. Ci
voleva Katrina con migliaia di morti per risvegliare il buonsenso in
America, e da noi chi o che cosa ci risvegliera' da questa sbronza
collettiva di benzina che dura oramai da troppo tempo?
P.A. Gianni (3 settembre 2005)
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