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Il prezzo delle tortillas
E’ bastato che il presidente degli Stati Uniti
Bush, nel discorso sullo stato dell’unione, parlasse di ridurre il consumo
della benzina del 20% in 10 anni per mandare il prezzo del granoturco alle
stelle; Contemporaneamente l’industria dell’etanolo in un giorno ha perso il
5% del valore delle azioni, tendenza non nuova, visto che in un anno ne ha
perso ben il 50%.
Nessi e contraddizioni apparentemente
inspiegabili, invece la spiegazione c’è, ed è molto preoccupante. Gli
investitori in impianti di etanolo, carburante "ecologico" sostitutivo della
benzina e prodotto col mais, fuggono dal business perché il mais non è più
una materia prima a prezzo irrisorio, come lo era fino a pochi mesi fa. Ora
il suo prezzo, visto che negli Stati Uniti se ne usa già il 20% per produrre
carburante, si sta legando al petrolio ed è aumentato in un anno del 50%.
Questo riduce molto i margini di guadagno delle 111 raffinerie di etanolo
americane, alle quali se ne stanno aggiungendo a breve altre 75, ora in
costruzione. Nel discorso dello stato dell’unione, Bush ha proposto di
aumentare di 6 volte l’attuale produzione di etanolo entro il 2017. Questo
obiettivo è semplicemente irraggiungibile perché non c’è sufficiente mais a
disposizione, anche riducendo drasticamente altre colture, come la soia. Lo
possono solo importare dall’estero creando degli scompensi drammatici; per
esempio in Messico recentemente il prezzo del mais è stato calmierato per
arginare l’aumento del prezzo delle tortillas, fatte con la farina di mais e
alimento della popolazione messicana meno abbiente.
Chi ci guadagna e chi ci perde in questo
gioco? Ci guadagneranno gli agricoltori che finalmente vedranno il loro
lavoro molto ben remunerato, ci perderanno gli allevatori di bestiame che
hanno visto lievitare il costo dei mangimi a base di mais. Di riflesso ci
perderanno tutti i consumatori, ma soprattutto le popolazioni più povere del
mondo che vedranno gli alimenti a base di mais, spesso loro unico
sostentamento, aumentare a dismisura.
Invece le soluzioni di ridurre la cilindrata,
la velocità delle autovetture e potenziare il trasporto pubblico non vengono
prese in considerazione seriamente negli Stati Uniti. Non piace agli
elettori, all’industria dell’auto ed ai petrolieri e questo basta.
Pierangelo Gianni (2 Febbraio
2007)
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