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Cascina Laghetto chiamata anche "della Fornace"
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La porta della cascina Laghetto (Fornace)
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Oggi il Laghetto di Gerenzano
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La vecchia casa dei Grisetti
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Un particolare
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Dove c'era il lavatoio
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IL LAGHETTO DI GERENZANO
A Gerenzano
esiste la "via del Laghetto", una traversa di via Fratelli Ghirimoldi in una
localita' chiamata "laghetto". Dove ora c'e' un piccolo
parchetto giochi ed un pozzo d'acqua potabile, c'era, fino agli inizi
degli anni '60 un fossato maleodorante pieno di rifiuti che
venne alfine colmato di detriti e calcinacci.
Altra storia
se guardiamo la mappa del tenimento di Gerenzano del 1876 (vedi figure).
Il laghetto era ben delimitato e circondato da filari di alberi, c'era
una piccola isola in centro ed era collegato al sistema di risorgive che
dava acqua pulita a tutto il paese.
Facciamo un altro passo indietro, nel 1838, il Machese Federico Fagnani
scrisse nel suo testamento al
42°punto:
"Lascio
agli abitanti di Gerenzano l'uso del laghetto per abbeverare le bestie e
lavare, ed altri usi domestici, riservato in ogni altra cosa al mio
erede il diritto di proprieta' che gli appartiene, e specialmente quello
di servirsene per l'irrigazione."
La funzione principale del laghetto
quindi era quella di abbeverare le bestie, lavare ed irrigare. Infatti
nell''800 l'alto milanese non era servito da canali irrigui come il
Villoresi o i Navigli. Ci si arrangiava con la poca acqua che c'era.
Anche il lago Villani, piu' a valle, dove ora c'e' la depressione vicino alla cascina
Girola aveva lo stessa funzione.
Nel 1876 vicino al laghetto c'era la
cascina Laghetto (o Fornace), totalmente isolata dal nucleo abitato. La
costruzione piu'
vicina si trovava all'incrocio tra l'attuale Via Gondar e Via Fagnani ed
era una vecchia e solida abitazione (miracolosamente rimasta quasi intatta, ora
dei Grisetti) con dei contrafforti esterni. Per il resto la zona era
circondata da prati, orti e campagna.
Se facciamo un altro passo indietro,
nelle mappe del Catasto Teresiano del 1722, la Cascina Laghetto era
chiamata "Cascina della fornace". Dunque in origine il laghetto era una
cava d'argilla. Ed il lago in se' non era alimentato dalle risorgive che
scendevano dal Bettolino e dalla Conserva, ma era dovuto all'emersione dalla
falda freatica superficiale.
A Gerenzano, da tempo immemorabile, si facevano vasellami e mattoni.
Buona parte del suolo del terrazzo argilloso che caratterizza il
territorio di Gerenzano venne asportato nel corso dei millenni,
prima dai celti, poi dai romani, dai monaci, dalle fornaci del marchese
Clerici, dal Zaffaroni ed infine dall'Inverni. |
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Credo che buona parte
di Saronno sia stata costruita con i mattoni delle fornaci di Gerenzano.
L'antica via che collegava Gerenzano a Saronno (circa dove
ora c'e' via Carducci, ed il centro commerciale del Santino) era
chiamata strada delle fornaci.
Il laghetto di Gerenzano e' un classico esempio dell'uso del suolo
in modo utilitaristico, e intelligente. Dopo l'estrazione dell'argilla
la cava venne converita in abbeveratoio per gli animali e serbatoio per
irrigare campi. Poi arrivo'
l'industria
(parlo dei primi anni del '900) con il setificio
"Carcano e Musa & C."
che sporco' l'acqua dei fontanili ed il Cav. Pietro Clerici (sostra di
legnami e fornace a fuoco continuo) che si lamento' ripetutamente dell'inquinamento.
La costruzione del lavatoio in Via Fagnani, angolo via Gondar e
via Per Uboldo, e' l'ultimo intervento significativo.
Finito
nel 1905, non e' mai entrato effettivamente in uso per via
dell'acqua sporca che inesorabilmente, nonostante gli sforzi del
Marchese Clerici continuava ad affluire nelle risorgive. Poi, alla fine
della seconda guerra mondiale tutto il sistema irriguo dei fontanili
venne interrato trasformandolo nell'attuale sistema fognario. Tempi moderni,
tempi di inqinamento.
P.A. Gianni (Ottobre 2006)
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