|
LARGO
FAGNANI -Anni '50
Una vecchia cartolina di Gerenzano degli anni '50 acquistata su e-bay apre
involontariamente il capitolo "nostalgia". Non per ricordare quanto eravamo
belli e bravi e tutto era fatto bene, anzi. Il paese negli anni '50
era (in generale) sporco, leggermente cadente, senza marciapiedi e con un
leggero puzzo di stalla che usciva dalle corti. La nostalgia invece mi
ricorda "quanto non è stato fatto" per preservare il carattere del centro
storico e la sua vivibilità.
La cartolina riprende un'istantanea di una giornata qualunque di primavera,
inizio estate. Le case del largo sono ancora quasi intatte. Si vede ancora
lo stemma dei marchesi Clerici sul muro del palazzo vecchio dei Fagnani (lo
stemma c'è ancora sotto uno spesso strato di vernice), la
Cartoleria della "Bianca" e la ferramenta della "Gibia" erano appena state
aperte, si vede ancora a fianco della vetrina della Bianca il portone
dell'ambulatorio del dottor Palumbo. Sul muro della "Gibia" c'era il
manifesto del film che avrebbero proiettato quel sabato sera, di domenica
pomeriggio e sera al cinema parrocchiale in piazza della chiesa. Quella
settimana si proiettava "La tigre sacra", filmone in auge a quei
tempi. La gente era vestita in modo dimesso e pratico. Nella foto si vede
una "masera"
con il suo "scusà" e la sporta, forse tornava dal panettiere. Ci
sono due vecchi "regiù" con il gilé, l'immancabile cappello e le braccia dietro la schiena
che passeggiano per la piazza in attesa del tocco di mezzogiorno per andare a
mangiare. Fuori dall'osteria del "Calabria" degli uomini appoggiati al muro
o con le mani in tasca controllano il passaggio e sicuramente parlano male del paese (come ora). Un piccone è
appoggiato sul muro di cinta del "Calabria", forse l'operaio si era fermata
a bere un "bianco" con gli sfaccendati dell'osteria. Tre bambine sono in
posa, una sta curando sua sorellina, l'altra forse in attesa del dottore.
Da notare che ci sono solo biciclette (si vede anche una donna in
bicicletta), l'auto era una rarità ed in paese si potevano contare
sulla punta delle dita.
Che dire di più, una piazza che potevamo trasformare nel salotto di
Gerenzano è diventato il "Museo degli orrori architettonici di Gerenzano"
ed un biglietto da visita negativo (vi risparmio le foto odierne). Salviamo
il salvabile, è rimasto veramente poco.
Pierangelo Gianni
Ottobre 2007
|