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Il punto sul restauro di S.
Maria
A 3 mesi esatti dall’inizio del 4°lotto dei
lavori di restauro della chiesa di S. Maria della neve si è deciso di
illustrare lo stato dei lavori con una riunione che si svolgerà venerdì 16 a
cui parteciperà la pro loco, la parrocchia, l’amministrazione comunale, i
restauratori del Laboratorio San Gregorio e il direttore dei lavori arch.
Paola Bassani .Molto è stato scoperto dalla rimozione dello stencil
ottocentesco che ricopriva tutte le pareti della chiesa lasciando alla vista
solo le nicchie.
Il bisturi mosso dalle pazienti mani dei
restauratori Luigi Reina e Michele Barbaduomo sta scoprendo il ricco
repertorio di decorazioni figurative che compaiono su tutte le pareti della
navata della chiesa; è affiorata in più parti anche la data 1525 che
avvalora la collocazione cronologica dei dipinti della navata.
Tutto il lavoro di recupero della pitture
murali che si stanno scoprendo lungo le pareti della navata si svolge sotto
l’attento controllo dell’arch. Giuseppe Stolfi della Soprintendenza dei Beni
Ambientali ed Artichettonici e della dott.ssa Isabella Marelli della
Soprintendenza dei Beni Arstistici e Storici della Lombardia.
Sono ora completamente visibili i piccoli
riquadri che illustrano i 15 misteri del Rosario che contornano la nicchia
della Madonna della Misericordia. Uno di questi è davvero interessante per
il soggetto raffigurato tra i misteri gloriosi, è il riquadro con la
Dormitio Virginis ( la morte della Madonna).
Sulla parete destra accanto alla Madonna
delle rose stanno affiorando sotto la pulitura a bisturi altre immagini di
Santi che esprimevano l’intensa devozione del popolo e del clero locale,
quasi Sant’ Antonio Abate e un S. Ambrogio di enormi dimensioni.
Sono tornate alla luce due lesene affrescate
di grande raffinatezza che richiamano alcuni elementi architettonici
presenti nella Basilica di S.Magno a Legnano.
Sulla parete di sinistra sono ora visibili gli
archi delle 2 antiche nicchie che vennero demolite nel 1731 per far posto
alla cappella di S.Antonio di Padova. Si intravede anche una porzione di
stemma non ancora identificato segno di un patronato di un’antica famiglia
aristocratica del passato.
Sicuramente le nuove immagini della Madonna
che affiorano dalla pulizia delle pareti dicono la forte valenza devozionale
del culto della maternità così rimarcato e sottolineato in questa chiesa con
la presenza di 4 madonne del latte, a cui si affianca con insistenza un
altro soggetto sacro: la figura di San Rocco protettore contro le terribili
epidemie di peste che nel passato flagellavano periodicamente le nostre
terre.
All’interno del cornicione sono stati trovati
degli splendidi angeli, raffigurati in chiaroscuro, che erano posti a
contorno delle antiche finestre cinquecentesche.
Una particolare attenzione e curiosità dovrà
essere rivolta ai 2 volti raffigurati sulla controfacciata , volti di
benefattori e probabili ex-voto, che nel 1569 vennero risparmiati dalla
distruzione del restante affresco.
Molto si è detto sui tanti problemi di
interpretazione di alcuni soggetti , di attribuzione degli artisti, che
hanno lavorato agli affreschi della chiesa di S. Maria della neve, molto si
dirà ancora in seguito alle straordinarie scoperte che l’attuale restauro
sta svelando, certo è fin d’ora evidente la bellezza e l’indubbio valore
artistico dei tesori d’arte contenuti nello “Scrigno” di S. Maria della neve
a Cislago.
Prof. Sergio Beato
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