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GerenzanoForum
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L'ORTO IN PRIMAVERA

Ebbene sì, ci sono ancora gli orti e i giardini a Gerenzano, ce ne sono tanti e sono il nostro vero tesoro. Gli orti urbani aiutano a conservare la biodiversità, sono il cordone ombelicale che ci lega alla terra, che ci fa capire quanto sia fragile il nostro ecosistema. Ci fa gustare il vero sapore degli ortaggi e della frutta di stagione. Scusate, ma la differenza fra un pomodoro raccolto nell'orto ed uno comperato al supermercato è enorme, provare per credere.

I pochi spazi verdi pubblici dispersi all'interno del paese sono insufficienti e i giardini privati aiutano ad aumentare il verde per tutti, ma in questi ultimi anni assistiamo ad un fenomeno preoccupante. Ci sono dei costruttori che acquistano cortili, case vecchie o villette "anni 50" circondati da giardino o con degli ampi cortili e vi realizzano palazzine con decine di mono o bilocali occupando tutto lo spazio verde. Inoltre monetizzano le aree che dovrebbero lasciare per i parcheggi d'obbligo e costruiscono  a ridosso delle strade. L'esempio più eclatante, ma non isolato, è la speculazione al pratone della De Angeli, dove si stanno costruendo volumetrie al di sopra dell'indecenza e alla fine non rimarrà un metro quadro di verde pubblico o dei parcheggi liberi per chi andrà in stazione. Passateci davanti per sincerarvene di persona. Monetizzare il verde è sbagliato. Il verde va lasciato dove c'è già. Salvaguardiamo i nostri giardini e campi, i nostri figli e nipoti ci ringrazieranno.

P.A. Gianni (Aprile 2008)

Con nostalgia ricordo l'orto del mio carissimo nonno e i miei pochi anni, quando vi scorazzavo spensierato scoprendo la gioia di seminare e di raccogliere ciò che la terra mi ridava in cambio dei miei (giovani) sforzi. E com'era buona quell'insalata, quei pomodori, quelle fragole che sapevano di fragole!

Quando si doveva bagnare, ricordo che il nonno prendeva una lunga pompa e la tirava da casa fino all'orto e inaffiava. Eppoi c'erano le lune per seminare ed era un guardare attento il calendario, eppoi c'era il concime (puro sterco animale misto a paglia!) che andavamo a prendere dal contadino a qualche chilometro di distanza, e c'era anche da vangare. Sì, da vangare e faticare e io avevo una mia piccola vanga e ci provavo a girare la terra del "mio" pezzettino, ma poi il vecchio la sera, con affetto, rifaceva tutto, al buio, quando io dormivo.

Piantavamo anche i fiori per la nonna e la mamma. "Non danno frutti ma danno un sorriso" diceva.

Ricordo anche che mettevamo gli stivali, quelli di gomma verde (che fanno sudare il piede) e prima di salire in casa sbattevamo forte i piedi sulla strada per pulirli dalla terra e per me era un gioco e allora sbattevo forte e con dedizione.

Ora c'è un posteggio e quando torno al paesello per trovare i cari, bè fermo l'auto proprio sotto casa, così non mi stanco.

Marco

 IL LUNARIO 2008 OFFERTO GENTILMENTE DAL PIER ALDO

 

Il mio giardino in questi giorni di primavera (Aprile 2008)

Cetrioli

zucchine

fragole

pomodori

melanzane

cicoria

basilico

lattuga

rapanelli

spinaci

salvia

compostiera, utilissima

 

L'ORTO DELL'ARTURO

Giardino Zen

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