Gerenzano 21 Ottobre 2005
Buongiorno, mi chiamo Cristina
Zangirolami e abito in Cascina Inglesina a Gerenzano.
Mi piacerebbe sapere qualcosa
sulla bella cascina in cui vivo: storia, origini, insomma..tutto quel che si
può sapere.
Vi ringrazio infinitamente,
Cristina Zangirolami
Questa mail mi ha convinto a riordinare tutte vaghe notizie sulla Cascina
Inglesina in mio possesso e a formulare delle ipotesi che, come sempre,
andrebbero verificate sul terreno o con dei documenti storici (vecchi
rogiti, lettere, disegni, fotografie).
Iniziamo dal mome: Cascina inglesina. Questo naturalmente fa pensare
agli inglesi, e, come si vede dalle vecchie mappe del 1876 del Senatore
Canzi, in effetti la cascina si chiamava Cascina Inglese ed a fianco
c'erano le Vigne dell'inglese.
Iniziamo subito a far lavorare la fantasia. In effetti Gerenzano fu legata
indirettamente agli inglesi per quasi mezzo secolo. Una sorellastra del
Marchese Federico Fagnani, Maria Emily (detta Mie Mie) era inglese, figlia
naturale del duca di Queensberry e di Costanza Brusati, madre anche di Don
Federico e di Antonietta Fagnani (quella del Foscolo, tanto per intenderci).
Alla morte nel 1840 di Don Federico (celibe e senza eredi diretti) tra le due sorelle
ebbe luogo una lunga ed estenuante causa per l'eredita', risoltasi solo nel
1884 (ben 44 anni dopo l’apertura del testamento!). E' possibile che in quegli
anni tumultuosi per le proprieta' di Gerenzano la cara e premurosa "Mie Mie"
abbia mandato a Gerenzano qualche emissario inglese di sua fiducia a curare
i suoi interessi.
Curiosamente nella tavoletta al 25000 dell'IGM fatta nel 1938 in epoca
fascista la cascina viene riportata come Cascina Grassina,
forse in onore a
Margherita
Grassini, creatrice dell'ideologia e della cultura fascista? Questo nome
non fu piu' usato in nessun'altra mappa.
Moretti invece nella sua poesia ci ricorda che durante il fascismo la
cascina venne chiamata Titominito, forse storpiatura dialettale del
nome di un eroe fascista, "Tito Minniti" (vedi poesia e scheda a fondo
pagina).
Quando fu costruita la cascina inglesina? Due dati certi sono in nostro
possesso: La mappa del 1876 e la scritta sotto il portico della cascina.
1)
La
mappa mostra una parte costruita molto piccola, ma a matita e' stata aggiunta
una seconda porzione della cascina e la continuazione della stradina
d'accesso verso ovest.
2)
Sotto il portico si intravede una scritta: Cascina
Inglese ..........ampliamento 1893.
Dunque nel 1876 c'era gia' la porzione nord orientale della cascina. Venne
ampliata quasi vent'anni dopo con i fabbricati che tuttora sono rimasti
preservati. Nel 1893 venne ampliata l'aia, venne raddoppiato il
corpo abitativo e vennero costruite nuove stalle (foto dal satellite).
La
cascina comunque era preesistente e nulla vieta di pensare che quell'area
fosse gia' abitata in tempi remoti. Infatti si trova proprio lungo l'asse di una
ipotetica strada romana (ipotesi da verificare) che, venendo da Rho andava
verso Varese. In zona la strada toccava gli abitati della Malpaga,
il Lazzaretto
(dove forse c'era anche una chiesa), l'Inglesina, il rudere vicino alla
vecchia cava del "Bambinel", la Massina e la chiesa di Santa Maria Inziata
di Cislago. Il vecchio rudere e' sconosciuto ai piu' e potrebbe essere
semplicemente una costruzione fatta per ripararsi in caso di maltempo
durante l'estrazione della sabbia dalla vecchia cava, o potrebbe essere
quello che e' rimasto di una delle tante chiese o cappelle antiche che sono andate
perse (varrebbe la pena verificare questa ipotesi).
Nel bosco di fronte alla cascina inglesina c'era
un'ara romana e delle
colonne riutilizzate per il Lazzaretto (reperti abbandonati davanti al comune). Un bosco della zona era
chiamato "bosco dei morti" (dove ora c'e' l'ingresso del parco degli
Aironi).
La
campagna nell'ottocento era coltivata ad uva da vino (ancora oggi la zona
viene chiamata dai vecchi "la Vigna" e la via inglesina era la
strada della vigna) perche' il terreno e' molto sabbioso e
ghiaioso, ottimo per vigneti. C'era la Vigna dell'inglese a ponente, la
vigna inglese di sopra, la vigna francescina, Bernardi Rosa, la vigna
Angaroni Giovanni, ecc..
Il
vino forse non sara' stato eccezionale ma era pur sempre un'ottima rendita,
soprattutto per l'erario e l'affittuario che pretendevano da questi terreni
rendite maggiori rispetto all'arativo e al prato. Chissa' se nelle vicinanze
della cascina e' rimasto qualche vitigno antico. Sarebbe bello far
rinascere, per curiosita' storica, un piccolo vigneto autoctono per produrre
del vino che si potrebbe chiamare
"Vigna dell'inglese".
Filari di gelsi ornavano i viali ed i confini dei terreni rendendo il
panorama unico e vivace. Ora di gelsi ne e' rimasto uno solo, proprio nel
campo di fronte alla stradina e chissa' se in una delle prossime arature
qualche trattorista gli dara' una spallata mortale con il vomere. I gelsi
andrebbero TUTTI preservati, nessuno escluso e sarebbe bello venissero
censiti e curati con amore da qualche associazione ambientalistica di
Gerenzano, dalla proloco o dalle guardie ecologiche.
Infine vi riporto una poesia di Mauro Moretti che racconta la storia della
cascina Inglesia, a suo modo.
PierAngelo Gianni