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S. MARIA DELLA NEVE

 

Cislago

Localita’ Santa Maria Inziata

 

Breve profilo storico – iconografico

 

a cura di

Abramo Morandi,

 

fotografie di

Pier Angelo Gianni

 

Gia’ nel 1300 e’ citata nel Liber Sactorum di Goffredo da Bussero come S.Maria in localita’ "Sciate". In seguito il toponimo si trasformo’ in "Siate", poi "Insiata" ed infine "Inziata" (fig 1 - 2 -3).

 

Della forma originaria e’ rimasto ben poco; si sa che precedentemente aveva tre altari, uno principale e due laterali come mostra il modellino della chiesa che ha in mano S.Domenico nella cappella dei santi (vedi foto a lato).

Successivamente gli altari divennero sei, corrispondenti alle nicchie odierne, ma nel 1597 vennero abbattuti.

 

La chiesa apparteneva a una "scuola" o confraternita laica molto potente, quasi una corporazione, che traeva le sue ricchezze dal commercio della lana con i Visconti e con i frati Umiliati i quali erano pionieri della lavorazione della lana e del fustagno ed erano presenti in Cislago con due conventi e due chiese.

La scuola di Santa Maria era autonoma sia dalla chiesa locale che dal feudatario di Cislago e godeva di un proprio beneficio formato da donazioni terriere fatte alla chiesa.

La chiesa era stata usata anche come scuola, data la presenza di un canonico, e come ospedale durante varie epidemie; infatti tracce di calce sono state trovate sotto due strati di ridipinture dei misteri del rosario del 1500. L 'ultimo utilizzo della chiesa come ospedale risale all'epidemia di colera del 1836.

Sotto il regime napoleonico viene soppressa la scuola e viene venduto il suo beneficio ai conti Castelbarco, che costruirono il cortile attorno alIa chiesa e le cappelle della via crucis sul viale di ingresso al santuario.

L 'impianto attuale della chiesa e’ formato da tre corpi costruiti in epoche differenti:

  • L 'edificio principale, un 'unica aula a pianta rettangolare con cinque piccole nicchie semicircolari ricavate nello spessore murario e affrescate con soggetti sacri di mano cinquecentesca.

  • II presbiterio, a pianta rettangolare, e’ della fine del '500, con soffitto a volta ampiamente decorato.

  • La cappella di S.Antonio da Padova , a pianta rettangolare e con soffitto a volta; e dell'inizio del 1700.

 

 

Visitiamo insieme la chiesa. Partendo da sinistra troviamo le nicchie, poi i dipinti minori e infine il presbiterio appena restaurato.

 

CAPPELLA DEL ROSARIO (fig 4)

 

Nel centro e’ posta la madonna incinta su un piedistallo  e sopra di essa c'e il Cristo Risorto con ai lati due angeli recanti i segni della passione.

Ai lati della Madonna ci sono 2 santi domenicani , S. Domenico e S. Pietro martire che reggono il manto della Madonna posto a proteggere dai loro nemici sia la Chiesa , rappresentata dal papa, sia l'impero rappresentato dall' imperatore. S. Domenico, raffigurato con in mano un giglio, fondo’ nel 1216 l'ordine dei domenicani che richiamavano alla poverta’ e alla purezza di costumi i religiosi.

S. Domenico e’ il patrono degli oratori e delle cucitrici.

S. Pietro da Verona e’ posto a destra della Madonna.

Era un famoso domenicano inquisitore e predicatore scomodo perche’ accuso’ di usura molti potenti.

Venne assassinato nel 1252 a Barlassina con un colpo di coltello alla testa che gli fracasso’ il cranio ed una pugnalata al cuore.

S. Pietro e’ il patrono dei fabbricanti e dei commercianti di tessuti; inoltre e’ invocato contro il mal di testa.

 

MADONNA IN TRONO (fig 5)

 

La scena e ambientata in una stanza con un pavimento marmoreo disposto in una prospettiva che da’ profondita’ alla scena.

Le decorazioni del trono e della Madonna che allatta sono di chiaro stile rinascimentale.

Ai lati del trono sono dipinte due martiri alessandrine recanti gli strumenti del loro martirio.

A sinistra della Madonna e’ raffigurata S. Apollonia ; mentre a destra c'e S. Caterina d ' Alessandria o della ruota. S. Caterina ,martire del IV secolo, rifiuto’ le nozze che le erano state imposte dall'imperatore e dopo essere stata stritolata da due ruote puntute venne decapitata e dal suo collo spruzzo’ un flusso di latte. S. Caterina e’ patrona delle balie, nutrici, sarte, filatrici e tutte le attivita’ che utilizzano  ruote.

A S.Apollonia martire del III secolo, prima di venire arsa su un rogo, vennero strappati i denti con una grossa pinza perche’ si rifiuto’ di ingiuriare il Dio dei Cristiani.

E' invocata a protezione della dentizione infantile e per i disturbi dentali.

 

 

CAPPELLA DI S. ANTONIO (fig 6)

 

E' la cappella di epoca piu’ recente inserita all'inizio del 1700.

Fino al 1731 al suo posto vi erano due nicchie e in una di queste era posta la miracolosa immagine della Madonna incinta, che venne poi trasferita sull' altare (fig 7).

Nella nicchia centrale c'e la settecentesca statua di S. Antonio con in braccio il Bambino Gesu'.

Ai lati della statua sono rappresentate due virtu’, a sinistra la Carita’ e a destra la Castita’.

Ai lati della nicchia sono presenti finte architetture tipiche del quadraturismo settecentesco che incorniciano la nicchia.

Sulle pareti laterali sono presenti figure allegoriche e festoni floreali. Nel soffitto a botte della cappella e’ rappresentata la gloria di S. Antonio. S. Antonio da Padova e’ protettore delle donne sterili, delle donne incinte , dei bambini ammalati; inoltre e’ invocato per ritrovare gli oggetti smarriti e dalle donne per trovare marito!( fig 8)

 

 

LA FONDAZIONE (fig 9)

 

Sullo sfondo della cappella e’ rappresentata la donazione della chiesa al papa da parte di due nobili.

Dietro di loro si vede la mappa della chiesa, che aveva solo 3 altari, e sullo sfondo, oltre il torrente Gradaluso che la lambiva fino al 1604, si vede Cislago (fig 10).

In primo piano sono dipinti sei santi.

II primo a sinistra un santo martire soldato che ha in mano una lancia, forse S.Maurizio; poi c'e S. Sebastiano e S. Domenico che ha in mano il modellino della chiesa.

Nell'altro gruppo di santi c'e' S. Ambrogio, poi S. Rocco e un santo martire soldato con una spada in mano; forse S. Alessandro. Questo affresco del tardo quattrocento attribuito a Gian Giacomo Lampugnani e’ la celebrazione simbolica della fondazione della chiesa.

Nella parte superiore e’ rappresentata la Madonna incinta con ai lati due angeli. Questa parte e chiaramente una ridipintura successiva.

 

 

MADONNA E DEVOTA (fig 11)

 

E' posto sopra la porta laterale che dava sul sentiero di Gallarate, la strada maestra per raggiungere la capo pieve Olgiate Olona , Legnano e quindi Gallarate.

In questo dipinto, di fattura lombarda della fine del '400, e’ rappresentata la Madonna seduta che ha sulle ginocchia il Bambino Gesu.

Accanto, inginocchiata, la benefattrice e alle sue spalle san Giacomo il Maggiore rappresentato appoggiato ad un bastone che e il suo emblema iconografico.

San Giacomo apostolo era il fratello di S. Giovanni l' evangelista; fu il primo degli apostoli ad essere martirizzato. Il suo corpo venne trasferito a Santiago de Compostela che divenne meta celebratissima di pellegrinaggi per tutto il medioevo e di conseguenza centro culturale e commerciale di primaria importanza. S.Giacomo e’ il patrono dei pellegrini, dei cappellai e dei calzettai; e’ invocato contro i reumatismi e per il bel tempo.

 

 

I BENEFATTORI (fig 12)

 

In un paesaggio collinare e’ raffigurata la Madonna in trono con in braccio il Bambino Gesu’ che si protende verso la benefattrice in atteggiamento affettuoso.

Sopra e’ rappresentata la Trinita’.

Lo Spirito Santo visto come la cintura bianca di Dio seguendo una tradizionale iconografia del '500 che si rifaceva a S. Ireneo. Ai lati c'erano due angeli ormai scomparsi. Ai lati del trono si trovano rappresentati i due santi protettori daIle epidemie: a sinistra S. Sebastiano e a destra S. Rocco.

S. Rocco, morto ad Angera, e’ qui dipinto anche, come pellegrino con la bisaccia e la mantella, detta "pellegrina", in spalla. Le tappe del suo cammino, intrapreso per penitenza sono rappresentate dalla sindone e dalle chiavi di S.Pietro che porta appese. Ai piedi dei due santi ci sono i due benefattori. Essi indossano vestiti tipici della moda dell'inizio del 1500 che prendeva spunto da modelli francesi.

 

 

SAN CARLO (fig 13)

 

In piedi, davanti al trono con ai lati  due finestre aperte che fanno intravedere un paesaggio montuoso e' presentato S. Carlo benedicente. La figura di S. Carlo e’ stata dipinta su una precedente immagine; lo si vede dall' evidentissima ridipintura della mano benedicente e dal colore rosso che si intravede sotto la sua veste (fig 14). S. Carlo Borromeo venne ordinato cardinale, pur non essendo un religioso, dallo zio Pio IV a soli 21 anni e alla morte del fratello rinuncio’ al feudo dei Borromeo di cui era  erede  e scelse di essere ordinato sacerdote. Fu difensore strenuo dell’ortodossia cattolica al Concilio di Trento e divenne arcivescovo di Milano. S. Carlo e’ qui rappresentato con fazzoletto in mano che  utilizzava per asciugare il pianto nella meditazione della passione di Cristo.  Egli e’ invocato contro la peste a ricordo della sua attivita’  anche personale di soccorso dei malati di peste nell’epidemia del 1576 che uccise 18000 milanesi.

Il santo alla destra e’ S. Mammete, martire di Cesarea in Cappadocia. S. Mammete e’ stato eletto patrono delle nutrici a causa del suo nome latino (Mamas= mamma) e anche perche’ gli animali lo nutrirono col loro latte quando era in fin di vita. Il santo a sinistra e’ sant’Agapito.

 

 

ALTRI DIPINTI

 

S. AGATA (fig 15 )

 

Di fattura settecentesca e’ la classica rappresentazione della santa martire di Catania alla quale vennero prima strappate le mammelle e poi venne arsa sui carboni ardenti. S. Agata e’ la protettrice delle balie e delle nutrici , anche invocata contro gli incendi e le eruzioni vulcaniche.

 

 

MADONNE DEL LATTE  (fig 16)

 

Dipinte sulla controfacciata sono di ispirazione bizantina ed ebbero notevole importanza per la pieta’ popolare nelle culture contadine, poiche’ l’allattamento era l’unica possibilita’ di sopravvivenza per i neonati delle classe sociali piu’ basse

 

 

S. ANTONIO ABATE (fig 17)

 

E’ dipinto a sinistra della cappella di S. Antonio da Padova. Di fattura quattrocentesca e’ rappresentato con il pastorale  a cui e’ attaccata la campanella e porta in mano un libro. .

S. Antonio abate e’ il protettore degli animali domestici ed e’ invocato contro l' erpes zoster e le malattie contagiose della pelle.

 

 

IL PRESBITERIO

 

II presbiterio attuale a pianta rettangolare venne costruito verso la fine del '500 ed e' stato affrescato all'inizio del 1600 da artisti non ancora identificati e su cui si sta studiando.

Nella volta e’ rappresentata l'assunzione di Maria in cielo (fig 18).

Attorno alla Vergine sono disposti angeli recanti in mano cartigli con frasi inneggiati alla Madonna; mentre i putti posti sulle nuvole tendono verso di Lei piante e fiori di diverse specie.

Il richiamo alla cosa terrena e’ posto sulle crociere della volta, dove, attorno a dei mascheroni festoni di fiori e di ogni tipo di verdura sembrano richiamare la litania che ricorda metaforicamente Maria come primizia del giardino.

Nelle lunette laterali sono presenti angeli musicanti con differenti strumenti sia a fiato che a corda (fig 19).

Nella parte bassa sono stati affrescati due episodi della vita di Maria e l'affresco della dedicazione della chiesa.

Nell'affresco a sinistra e’ dipinta la visita di Maria alla cugina Elisabetta (fig 20).

La scena e’ ricca di particolari interessanti; da notare le pantofole che indossano i parenti di Maria, la pettinatura della Madonna e l'architettura tipicamente nordica che si vede sullo sfondo.

La scena posta dietro l' altare rappresenta la nascita di Maria ambientata in casa nobile del 1600 (fig 21); da notare lo stemma di Lucrezia Omodei, moglie di Cesare II Visconti signore di Cislago fino al 1636.

La scena a destra rappresenta la miracolosa nevicata caduta il 5 agosto intorno al IV secolo: la Madonna con la neve segna il perimetro della nuova chiesa di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino. Nella scena papa Liberio , accompagnato da vescovi e cardinali, si reca a vedere la neve lasciata cadere dalle mani di Maria (fig 22).

Da notare nell'affresco le divise delle guardie svizzere, gli edifici sullo sfondo, l'angelo che indica la Madonna a due infermi , forse i committenti dell'affresco e l'editto del 1618 (fig 23).

L 'altare ligneo seicentesco presenta ai lati del tabernacolo dodici scene della vita di Gesu’ e di Maria ai cui lati ci sono stemmi nobiliari in parte della famiglia Borromeo (fig 24 - 25 - 26 - 27).

 

Nel centro dell'altare si trova l'affresco della Madonna incinta che venne staccato e trasportato da una nicchia all' altare maggiore nel 1731 .

Chiude il presbiterio l'arco con affrescate le litanie della Madonna.

 

 

Abramo Morandi

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 L. Mondini – Cislago terra di poveri terra di furbi

V. Contestabile – Lo scrigno di Maria

G. Bava – Del come riconoscere i santi

R. Cammilleri – Il grande libro dei santi

M. Walsh – il grande libro delle devozioni popolari

V. Pini – un “giallo” nella chiesa di S. Francesco

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Nota di Gerenzanoforum.it: Il presbiterio di Santa Maria Inziata e' stato restaurato di recente dalla proloco di Cislago finanziandosi con feste, con l'aiuto delle banche, privati e della provincia di Varese. Ora e' in corso il restauro della cappella di Sant Antonio ed i saggi per scoprire gli strati piu' antichi di affreschi. Le ultime fotografie contrassegnate con la lettera sono infatti gli ultimi ritrovamenti sotto gli strati piu' esterni. Sono di una bellezza unica e comprendono secoli di storia della pittura lombarda. Affascinanti sono le scene della storia di Gesu' Cristo, sembrano icone orientali, come quelle che si trovano nelle chiese ortodosse della Grecia e della Turchia e la Madonna con il bambino appena riscoperta (fig. g) che supera in bellezza la Madonna con il bambino dello strato piu' superficiale (fig.16). Santa Maria Inziata non finisce mai di stupire.

fotografie di Pier Angelo Gianni