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LA MADONNA NELL’ATTESA DEL PARTO

 

Il prototipo dell’immagine della Madonna del parto risale all’epoca paleocristiana e si trova esattamente a Roma su un arcosolio del Cimitero Maggiore. Questa immagine del IV secolo rappresenta la Vergine in posizione di orante con il Cristo bambino dinanzi al petto ed è il più antico tentativo pervenutoci di raffigurare la maternità di Maria come soggetto isolato. Date le violente  controversie cristologiche e mariologiche  sorte da numerosi movimenti ereticali, nel 431 al concilio di Efeso,venne proclamato il dogma della divina maternità di Maria.

Lo schema adottato nella Madonna orante del Cimitero maggiore divenne l’emblema iconografico della dottrina ufficiale ortodossa, secondo la quale Cristo e  Maria erano “una sola carne”. Da esso discenderà una delle iconografie più diffuse nei territori influenzati da Bisanzio: quello della “PLATYTERA”(= più ampia dei cieli), che raffigura la Vergine orante col Bambino racchiuso in un disco.

L’espediente simbolico dell’effige  del bambino applicata al corpo della Vergine apparve , per tutto il medioevo e oltre, la soluzione più efficace tanto da esser utilizzata , in certi casi, anche nell’iconografia dell’Annunciazione e in quella della Visitazione.

Tra l’ottavo e il nono secolo il movimento iconoclasta nel mondo bizantino portò alla distruzione sistematica di tutte le immagini sacre; ma è certo che la Madonna Platytera era già diffusa nel ottavo secolo perché ad essa si ispira una variante della Madonna della misericordia, che al soggetto della Madonna che accoglie i fedeli sotto il suo manto unisce il motivo della mandorla contenente Gesù Bambino.

 

Questa immagine della Madonna Platytera della misericordia fa la sua comparsa in Spagna nel VIII secolo , nei codici del Beauts, e in Italia si diffonde tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo soprattutto nell’area adriatica compresa tra le Marche e Venezia , cioè in quei territori che avevano mantenuto i rapporti commerciali con l’oriente.

Verso la fine del XIV secolo ritroviamo lo stesso motivo anche in Toscana con la differenza che l’espediente della mandorla viene qui sostituito con il motivo naturalistico della cinta alta e ricurva sopra il ventre leggermente sporgente di Maria. Un altro espediente  era la rappresentazione del Cristo in forma simbolica o con il monogramma IHS.

 

Mentre in Toscana già dalla prima metà del Trecento circolava la raffigurazione realistica della Vergine incinta. Questo soggetto iconografico venne chiamato Madonna del parto e rappresenta la Madonna da sola, in piedi, in posizione frontale e visibilmente incinta. L’unico elemento che la distingue da una normale donna incinta è il libro chiuso appoggiato sul ventre, allusione al Verbo Incarnato ; il libro infatti rappresenta il Vecchio Testamento e dunque la parola di Dio che, attraverso la Vergine, si incarna e discende tra gli uomini.

Non si conosce esattamente quanto questa rappresentazione fosse diffusa, poiché nel Cinquecento, con il concilio di Trento, fu ritenuta non ortodossa e molte Madonne del parto vennero distrutte o modificate.

Gli esemplari superstiti sono quasi tutti di scuola toscana.

Le poche opere di artisti non toscani raffigurarono la Madonna del parto seduta ; come la Madonna dipinta a Cislago.

La ragione di questo nuovo modo di raffigurazione è da ricollegare alle ennesime dispute teologiche a cui  si opposero soprattutto i francescani. La nuova iconografia della Madonna del parto fu dunque ideata per ribadire ,nuovamente , il principio dell’unione indissolubile di Cristo e di Maria.

All’inizio del XIV secolo le prime immagini dell’Immacolata Concezione vennero collegate alle immagini contemporanee della Madonna Incinta; infatti la figura dell’Immacolata veniva associata alla “donna incinta” dell’Apocalisse. Nacque una  disputa teologica sull’Immacolata e fu così violenta che papa Sisto IV fu costretto a vietarne qualsiasi rappresentazione pittorica.

Al concilio di Trento(1545-1563) molte immagini religiose finirono nel mirino degli inquisitori e fra queste figurarono la Madonna del parto, la Madonna Platytera della Misericordia e la Donna dell’Apocalisse. Anche se non si conoscono documenti sulla loro definitiva  interdizione, a partire dalla fine del Cinquecento , di esse, in Italia, non avremo più traccia.

 

Abramo Morandi

 

I DIPINTI DELLA MADONNA DEL PARTO:

ANNO AUTORE NAZIONE LOCALITA'
1327 TADDEO GADDI ITALIA FIRENZE
1320 MAESTRO DI SAN MARTINO ITALIA FIRENZE
1320 ANONIMO PRATESE ITALIA PRATO
1334 BERNARDO DADDI ITALIA FIRENZE
1340 MAESTRO DI SAM MARTINO ITALIA FIRENZE
1350 BERNARDO DADDI STATI UNITI LOS ANGELES
1359 VITALE DI BOLOGNA ITALIA BOLOGNA
1360 ANONIMO EMILIANO ITALIA TREVISO
1360 ANONIMO VENETO ITALIA TREVISO
1360 NARDO DI CIONE ITALIA FIESOLE-FI
1360 SCUOLA FIORENTINA VATICANO ROMA
1364 BARTOLO DI FREDI ITALIA PIENZA-SI
1365 TOMMASO DA MODENA ITALIA BOLOGNA
1373 SEGUACE DI TOMM. DA MODENA ITALIA MALO-VI
1375 NARDO DI CIONE ITALIA FIRENZE
1380 MAESTRO DELLA MISERICORDIA ITALIA MONTEFIESOLE
1390 ANONIMO VENETO O BOLOGNESE ITALIA VENEZIA
1390 SEGUACE DI LORENZO VENEZIANO ITALIA MILANO
1400 ANONIMO RIMINESE-LOMBARDO ITALIA SCHIO'-VI
1410 ROSSELLO DI JACOPO FRANCHI ITALIA FIRENZE
1415 BORASSA LUIS SPAGNA VIGO
1420 ANONIMO ARAGONESE SPAGNA TUDELA
1420 TADDEO DI BARTOLO FRANCIA AVIGNONE
1425 ANONIMO SPAGNA PEGO
1428 GIOVANNI BADILE ITALIA VERONA
1430 BATTISTA DA VICENZA ITALIA MONTEBERICO-VI
1460 PIERO DELLA FRANCESCA ITALIA MONTERCHI-AR
1490 SCUOLA DI BRUGES GERMANIA FRANCOFORTE S/M.
1494 ANONIMO MARCHIGIANO ITALIA GRADARA-PS
1503 PIERO DI COSIMO ITALIA FIRENZE
1530 ANONIMO LOMBARDO ITALIA CISLAGO-VA
1537 MAESTRO DI ALFORJA SPAGNA TARRAGONA
1610 BARTOLOMEO CESI ITALIA BOLOGNA
1610 ALESSANDRO TURCHI ITALIA LEONESSA-RI
1650 ANONIMO ITALIA VIPITENO-BZ
1657 GCHRISTINA DEGENHART AUSTRIA OHLSDORF
1660 ANONIMO PRAGHESE REP. CECA CARLOW
1668 ANONIMO AUSTRIA SEGGA BEI LEIBNITZ
1670 SCUOLA LOMBARDA ITALIA MELZO-MI
1710 ANONIMO AUSTRIA SCWAEBISCH
1780 ANONIMO AUSTRIA LINZ
1780 CORNELLIS GALLE JR AUSTRIA GOTTWEIG
1850 ANONIMO AUSTRIA BRAUNAU
1926 JEAN-MARIE PIROT FRANCIA GRENOBLE

Una visita guidata a Santa Maria della neve di Cislago