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Questa immagine della Madonna Platytera della misericordia fa la sua comparsa in Spagna nel VIII secolo , nei codici del Beauts, e in Italia si diffonde tra la fine del XIV e
l’inizio del XV secolo soprattutto nell’area adriatica compresa tra le Marche e Venezia , cioè in quei territori che avevano mantenuto i rapporti commerciali con l’oriente.
Verso la fine del XIV secolo ritroviamo lo stesso motivo anche in Toscana con la differenza che l’espediente della mandorla viene qui sostituito con il motivo naturalistico della
cinta alta e ricurva sopra il ventre leggermente sporgente di Maria. Un altro espediente era la rappresentazione del Cristo in forma simbolica o con il monogramma IHS.
Mentre in Toscana già dalla prima metà del Trecento circolava la raffigurazione realistica della Vergine incinta. Questo soggetto iconografico venne chiamato Madonna del parto e
rappresenta la Madonna da sola, in piedi, in posizione frontale e visibilmente incinta. L’unico elemento che la distingue da una normale donna incinta è il libro chiuso appoggiato sul ventre, allusione al Verbo Incarnato ; il libro infatti rappresenta il Vecchio
Testamento e dunque la parola di Dio che, attraverso la Vergine, si incarna e discende tra gli uomini.
Non si conosce esattamente quanto questa rappresentazione fosse diffusa, poiché nel Cinquecento, con il concilio di Trento, fu ritenuta non ortodossa e molte Madonne del parto
vennero distrutte o modificate.
Gli esemplari superstiti sono quasi tutti di scuola toscana.
Le poche opere di artisti non toscani raffigurarono la Madonna del parto seduta ; come la Madonna dipinta a Cislago.
La ragione di questo nuovo modo di raffigurazione è da ricollegare alle ennesime dispute teologiche a cui si opposero soprattutto i francescani. La nuova iconografia della
Madonna del parto fu dunque ideata per ribadire ,nuovamente , il principio dell’unione indissolubile di Cristo e di Maria.
All’inizio del XIV secolo le prime immagini dell’Immacolata Concezione vennero collegate alle immagini contemporanee della Madonna Incinta; infatti la figura dell’Immacolata
veniva associata alla “donna incinta” dell’Apocalisse. Nacque una disputa teologica sull’Immacolata e fu così violenta che papa Sisto IV fu costretto a vietarne qualsiasi rappresentazione pittorica.
Al concilio di Trento(1545-1563) molte immagini religiose finirono nel mirino degli inquisitori e fra queste figurarono la Madonna del parto, la Madonna Platytera della
Misericordia e la Donna dell’Apocalisse. Anche se non si conoscono documenti sulla loro definitiva interdizione, a partire dalla fine del Cinquecento , di esse, in Italia, non avremo più traccia.
Abramo Morandi |