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GerenzanoForum
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La "Curt di Spagneau"

Sara, una nosta lettrice, mi ha inviato una mail chiedendomi qualche informazione in piu’ sulla "curt di Spagneau" (pronuncia alla francese). Sono andato a cercare le uniche informazioni che avevo a disposizione: tre antiche mappe del centro di Gerenzano. La prima e’ del “Catasto Teresiano” del 1722, la seconda e’ del catasto censito nel 1855 e la terza e’ del “Catastino” del Tenimento (gia’) demaniale di Gerenzano ed Uniti del 1876. Il secondo indizio che potrebbe aiutarci a capire la storia della corte e’ il nome molto singolare “curt di Spagneau”, corte degli spagnoli. 

 

Nel 1722 tutta l’area comprendente la "curt di Spagneau", del “Giorgio dul cogh” (Giorgio del cuoco) e del municipio era divisa solo in due particelle catastali. Attorno, dove adesso c’e’ l’asilo e le case dei Porro, c’era prato con degli alberi, a nord la via principale del paese, ad est una stradina detta ”Scesh” che vuol dire “Siepe”. Infatti in questa via (attuale via Monte Nero) c’era la casa del  guardiacampi (campee) e del birrocciaio (veturin) dei Marchesi Fagnani ed il grande giardino della villa vecchia (la costruzione dove adesso ci sono i vigili, la cartoleria ecc.) con alberi da frutta ed ornamentali. Se passate per via Monte Nero il giardino  c'e' ancora al di la’ del muro dei
                                                                                 Corbetta, allora forse c'era una siepe.

Nelle due mappe del 1855 (a fianco) e del 1876 (inizio pagina), a parte il maggior dettaglio, si osserva la netta suddivisione tra la curt dul Giorgio dul cogh ed la curt di Spagneau e compare la nuova villa dei Fagnani (ora municipio). Se ne deduce che la villa neoclassica venne costruita prima del 1855, credo nei primi dell’ottocento, forse dallo stesso Don Federico che amava il suo feudo e lo voleva trasformare in una azienda agricola modello.  il Fagnani venne educato al bello in un collegio di Firenze ed era un appassionato ed attento bibliofilo (nella villa teneva la sua favolosa e ricchissima biblioteca?).  Alla sua morte, per evitare che la biblioteca venisse smembrata la dono’ in blocco,  libri, dipinti, manoscritti e stampe alla Biblioteca Ambrosiana dove ancora si trova (vedi nota a fine pagina).  Forse il vecchio palazzo era diventato malsano e non proprio consono ad un nobile amante del bello e Don Federico ne costrui' uno nuovo.

La corte del Giorgio dul Cogh, credo sia stata occupata allora dalla famiglia del cuoco del Marchese. Nella mappa del 1876 si apprende anche che i campi (dove ora c’e’ l’asilo) erano assegnati alla famiglia Rimoldi, ed ancora adesso tale famiglia vive nel centro storico.

E la curt di spagneau? Non ho alcun riscontro storico, ma azzardo un' ipotesi. E se la corte fosse stata l’alloggiamento delle guardie spagnole del Marchese? L’ipotesi e’ verosimile perche’ i Fagnani erano molto legati agli spagnoli. Il re di Spagna Carlo II nel 1660 eresse in marchesato il borgo di Gerenzano (a fronte di una cospicua somma) e concedette il titolo di Marchese al nobile Federico Fagnani, signore di Gerenzano, per sé e discendenti maschi primogeniti. Le guardie spagnole  (o italiane ma assoldate dagli spagnoli e le loro famiglie) avrebbero potuto avere duplice funzione: gabellieri del re di Spagna e servizio d’ ordine pubblico, insomma il braccio armato del Marchese e del potere di allora. 

Nel ‘900 la corte era abitata dalle famiglie Gelati, Borghi, Ghirimoldi. Il cortile inoltre era conosciuto dalla presenza di un piccolissimo negozio detto della “Malia”. Si accedeva al negozio da una porta di legno. Era un locale angusto e stracolmo di scaffali pieni di un po’ di tutto. I ragazzi  fino alla meta’ degli anni ’50 lo conoscevano molto bene perche’ comperavano caramelle, liquirizia e farina di castagne. Poi il negozio venne occupato da diverse generazioni di barbieri, fino al recente “call center”, ora chiuso.

      Le due foto: la corte ora e piazza XXV Aprile negli anni '20

Se cercassimo nei vecchi rogiti della corte forse riusciremmo a scoprire qualcosa in piu’. Aspetto notizie dagli abitanti della corte, loro, di storie ne sapranno altre.
P.A. Gianni

 

 


BIBLIOTECA AMBROSIANA: La donazione Fagnani (il più ricco lascito personale, 23.000 tra libri e manoscritti e 16.000 stampe) è stata alternativamente datata al 1838 (anno del suo testamento), al 1840 (anno della sua morte) e al 1841 (anno dell'inventario dell'Ambrosiana). Noi abbiamo scelto di datare questa donazione 1841, anno in cui 4.320 disegni sono stati catalogati (in Cod. A 361 inf.). L'inventario fu firmato dal prefetto Bartolomeo Catena il 19 aprile di quello stesso anno. Purtroppo l'inventario Fagnani non identifica i disegni e non offre descrizioni fisiche o iconografiche: è segnato solo il numero dei disegni attribuiti a ciascun artista. È probabile, comunque, che in questa collezione sia compresa una vasta selezione di disegni veneziani e tedeschi.
http://www.italnet.nd.edu/ambrosiana/ita/storia.html

DON FEDERICO FAGNANI


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